Il referendum e il mancato miracolo Landini: voto di centrosinistra e astensionismo senza sorprese

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   «Al referendum ha votato il popolo di centrosinistra. Il miracolo di Landini non c’è stato». A dirlo è Paolo Natale, politologo dell’Università Statale di Milano, che nel suo ultimo libro, Schede bianche. Perché gli italiani votano sempre meno, analizza il fenomeno della «democrazia passiva», un trend ormai globale. «Vi è una crescente disaffezione verso la politica», spiega, sottolineando come l’astensionismo, ormai strutturale, abbia confermato anche questa volta le attese.

I numeri parlano chiaro: solo il 30% degli elettori si è recato alle urne, lasciando i quattro quesiti promossi dalla Cgil lontani dal quorum. Un risultato che, seppur deludente, viene interpretato dal sindacato come un punto di partenza. «Prendiamo atto del fatto che un cittadino su tre ha comunque espresso una preferenza netta», ha dichiarato Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, evidenziando la necessità di un «maggiore radicamento» soprattutto nelle regioni dove la partecipazione è stata più flebile.

Quella di Landini e della segretaria del Pd Elly Schlein era una scommessa ambiziosa: trasformare la protesta sociale in mobilitazione elettorale. Ma l’idea di trascinare alle urne un elettorato sempre più disilluso, alle prese con carovita e salari stagnanti, si è scontrata con una realtà ben più complessa. «Immaginare di smuovere chi da anni diserta le consultazioni, per quesiti percepiti come marginali, era un’illusione», osserva qualcuno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.