Le borse europee frenano l’euforia: tregua Usa-Iran già traballante, pesa lo stallo su petrolio e Hormuz
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Redazione Economia
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Il rimbalzo tecnico, quello che tra martedì e mercoledì aveva restituito ai listini del Vecchio continente un soffio di normalità (Milano su tutti, con una capitalizzazione recuperata nell’ordine dei 28 miliardi), si è già trasformato in un ricordo sbiadito. La seduta del 9 aprile si apre infatti all’insegna della debolezza, e non potrebbe essere altrimenti: perché il cessate il fuoco annunciato tra Stati Uniti e Iran, lungi dal tradursi in una de‑escalation operativa, mostra crepe profonde già nelle ore successive alla sua formalizzazione. Francoforte cede lo 0,41% (Dax a 23.981 punti), Parigi arretra dello 0,15% (Cac 40 a 8.251), mentre Londra, unica a tenere marginalmente, registra un +0,26% con il Ftse 100 a 10.636 punti.
Petrolio e carburanti, quel nodo (ancora) irrisolto dello Stretto di Hormuz
Ciò che i mercati avevano provato a prezzare come una svolta – la riduzione immediata della tensione sul fronte petrolifero – si scontra invece con una realtà molto più frammentaria. Il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, lo ricorda chi segue da anni i flussi energetici, continua a subire interruzioni a singhiozzo; e senza una riapertura stabile di quella via, ogni ragionamento su un calo del costo delle materie prime resta sospeso. Non a caso, le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – secondo cui “il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo” – suonano meno come una dichiarazione programmatica e più come la fotografia di un’impasse. Il petrolio non scende, i carburanti restano alti, e la tregua diplomatica fatica a diventare tregua sui prezzi.
Libano e Israele, attacchi in corso: la de‑escalation non è partita
A complicare ulteriormente il quadro, c’è il terreno – letteralmente. Il Libano continua a essere teatro di operazioni militari tra Israele e Hezbollah, e gli attacchi israeliani non si sono interrotti dopo l’annuncio del cessate il fuoco. Di contro, la risposta iraniana – per quanto ancora calibrata – tiene alta la soglia dell’allarme. È questo il paradosso della seduta di oggi: da una parte i titoli dei giornali parlano di “tregua”, dall’altra i radar delle borse registrano raid e contro‑raid. L’euro/dollaro ne risente, l’oro tiene le posizioni, e gli investitori – quelli veri, non i trader dell’ultimo minuto – preferiscono la cassa o posizioni coperte.
Garlasco, nuove ipotesi sul delitto: il muretto, il dialogo tra padri e l’intercettazione di Sempio
Tra gli sviluppi giudiziari che riemergono nell’attualità, il caso di Chiara Poggi torna a occupare le cronache con elementi già noti ma ricontestualizzati. Nel programma “Mattino Cinque” è stato riproposto il dialogo tra il padre di Chiara e l’ex consulente informatico (Cassese) proprio su quel muretto, oggetto di perizie e controperizie. Quel frammento di conversazione, insieme alle nuove ipotesi sulla mattinata del delitto, riapre una domanda che non ha mai trovato risposta: quanto tempo è realmente trascorso tra l’ingresso dell’assassino e la scoperta del? A ciò si aggiunge un’intercettazione risalente al 2017 – ovvero dieci anni dopo l’omicidio – in cui Andrea Sempio, ascoltato mentre si trovava in auto, rilascia dichiarazioni che alcuni investigatori hanno considerato degne di un secondo approfondimento. Nessuna svolta, ma un’inchiesta che continua a vivere di stralci giudiziari.
La frana del Molise avanza: Sutera e Fossalto, il terreno cede ancora
Mentre i mercati guardano al Medio Oriente, la terra si muove – stavolta in senso letterale – nel centro Italia. A Sutera, in provincia di Caltanissetta, la frana che da mesi minaccia il territorio è ora definita “in avanzamento” dai tecnici. Più a nord, in Molise, il risveglio della cosiddetta “maxi frana” – annoverata tra le più estese d’Europa – ha prodotto il cedimento di un ponte a Fossalto. Il fronte dello smottamento, dicono i rilevamenti, taglia idealmente in due il versante appenninico; e le amministrazioni locali possono solo monitorare senza poter intervenire in modo strutturale.
Il giallo di Campobasso: madre e figlia avvelenate, parlano i medici
Un’altra vicenda giudiziaria torna alla luce: l’avvelenamento – con accertata presenza di ricina – di una madre e della figlia a Campobasso. Il medico che prestò loro le prime cure ha fornito nei giorni scorsi un nuovo contributo ai magistrati, descrivendo la sintomatologia d’insorgenza e la rapidità con cui entrambe le pazienti arrivarono in ospedale. Non ci sono indagati ufficiali per il reato di avvelenamento, ma la procura ha riaperto alcuni fascicoli legati alla conservazione e alla somministrazione della sostanza. Il quadro clinico originario, a suo tempo archiviato come intossicazione alimentare, è stato rivalutato alla luce delle analisi tossicologiche successive.




