Bot, rendimenti in rialzo per i titoli annuali e trimestrali: il Tesoro assegna 7,5 miliardi al 2,604%
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Redazione Economia
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Il collocamento di oggi, condotto dal Tesoro sul mercato primario, ha restituito segnali inequivocabili per chi segue l’andamento dei titoli di Stato a breve termine. La prima tranche del Bot a 12 mesi, quella con scadenza fissata al 14 aprile 2027, è stata emessa per un ammontare complessivo di 7,5 miliardi di euro; ebbene, il rendimento corrispondente è salito al 2,604%, un incremento di 23 centesimi di punto percentuale rispetto all’asta precedente che riporta la redditività di questi strumenti ai massimi toccati nello scorso novembre. Una cifra, quest’ultima, che suggerisce una moderata tensione sui rendimenti attesi, pur in assenza di scossoni particolarmente violenti.
Domanda solida ma non esuberante per il Bot trimestrale
Parallelamente all’operazione sui dodici mesi, il Ministero dell’economia e delle finanze ha piazzato anche un Bot con durata trimestrale, quello in scadenza il 14 luglio 2026 (codice ISIN IT0005704454). L’importo messo a disposizione è stato di 2,5 miliardi di euro, interamente sottoscritti, e il rendimento ha raggiunto il 2,135%. Pur essendo inferiore rispetto al dato annuale, si tratta pur sempre di un livello che supera agevolmente la soglia del 2%, un fatto non trascurabile se si considera la brevità della vita residua del titolo. La domanda, va detto, si è rivelata buona: le richieste complessive hanno infatti superato i 4,34 miliardi di euro, segno di un interesse concreto da parte degli investitori istituzionali, i quali non hanno disdegnato l’operazione nonostante la minore redditività.
La raccolta complessiva e il confronto con le scadenze
L’obiettivo dichiarato dal Tesoro per l’intera tornata d’aste – che include anche quella supplementare prevista per domani, 10 aprile – è stato fissato a 10 miliardi di euro. A questi se ne potrebbe aggiungere un ulteriore miliardo, portando il totale potenziale a 11 miliardi. Un dato, quest’ultimo, che acquista rilievo se messo a fronte dei Bot annuali in scadenza per soli 7,7 miliardi. Lo scarto positivo, pari a oltre 3 miliardi, riflette presumibilmente le esigenze di liquidità del governo, il quale si trova a dover fronteggiare misure emergenziali legate al caro energia; senza voler entrare nel merito delle politiche economiche, è chiaro che l’operazione odierna rappresenta un primo banco di prova dopo la tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran, un elemento che gli operatori hanno tenuto in debita considerazione.
I numeri dell’asta annuale: una domanda discreta
Per quanto riguarda specificamente il Bot a 12 mesi (codice ISIN IT0005704447), il collocamento è avvenuto senza intoppi: tutti i 7,5 miliardi offerti sono stati assorbiti. La domanda, definita dal Mef come “discreta”, ha raggiunto un volume di richieste pari a 10,77 miliardi di euro. Un rapporto di copertura che, senza entusiasmare, garantisce comunque un margine di manovra non indifferente al Tesoro. L’aumento del rendimento rispetto all’asta precedente – quei 23 centesimi già citati – si colloca in un contesto di graduale aggiustamento delle aspettative sui tassi, senza che si possa parlare di fuga dai titoli di Stato. La cronaca finanziaria di giornata registra dunque un’operazione condotta con regolarità, nella quale l’elemento più significativo rimane il livello del tasso annuale, il più elevato da sei mesi a questa parte.




