Caso Ranucci, accuse di avances e scontro politico dopo l’articolo del Tempo
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Redazione Interno
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Il caso Ranucci si riaccende dopo la pubblicazione sul quotidiano Il Tempo della testimonianza della giornalista Angela Camuso, che accusa il conduttore di Report di comportamenti inappropriati e di avances successive a un colloquio di lavoro. I fatti riferiti risalirebbero al 2018, quando Camuso si trovava nella sede Rai di via Teulada per un colloquio finalizzato a una possibile collaborazione con Report. Sigfrido Ranucci ha scelto la via della querela, mentre le nuove accuse sono rapidamente entrate anche nello scontro politico che da tempo accompagna il conduttore e la trasmissione. Sullo sfondo resta inoltre il fatto che, secondo quanto riportato nel materiale disponibile, la Rai aveva già archiviato la questione.
Le accuse di Angela Camuso a Sigfrido Ranucci
Angela Camuso ha raccontato sul Tempo di aver subito avances da Ranucci dopo il colloquio di lavoro del 2018, collegando l’episodio al ruolo e al potere del giornalista all’interno della Rai. Nella testimonianza riportata, Camuso afferma di non averlo denunciato all’epoca e descrive l’effetto personale che quell’esperienza avrebbe avuto su di lei con le parole: «qualcosa mi si è spezzato dentro». Le accuse riguardano quindi un incontro legato alla possibilità di collaborare con Report e vengono presentate dalla giornalista come comportamenti scorretti avvenuti in un contesto professionale. Ranucci, di fronte alla pubblicazione della testimonianza, ha deciso di reagire sul piano giudiziario attraverso una querela.
Il conduttore di Report è tornato pubblicamente sulla pressione che lo circonda durante la presentazione del suo libro ad Asiago. Aprendo l’incontro, ha ironizzato con il pubblico dicendo: «Grazie, siete qui nonostante abbia perso la credibilità». Nel materiale fornito non vengono riportate altre dichiarazioni di Ranucci nel merito delle accuse mosse da Camuso, mentre viene evidenziata la scelta di affidare la risposta alla querela. La nuova vicenda si inserisce però in una fase già caratterizzata da attacchi e contestazioni nei suoi confronti, con Fratelli d’Italia, esponenti del Governo e giornali vicini alla maggioranza indicati tra i soggetti che continuano a concentrare l’attenzione sul giornalista.
Il centrodestra attacca, Picierno interviene sul sessismo
La testimonianza di Camuso ha immediatamente alimentato il confronto politico. Il centrodestra è andato all’attacco di Ranucci dopo la pubblicazione del pezzo sul Tempo, mentre le contestazioni contro il conduttore vengono descritte come parte di una pressione che prosegue da settimane. Nel materiale fornito viene ricordato anche il caso Lavitola, dal quale l’attenzione si sarebbe poi spostata sulle accuse della giornalista relative al colloquio del 2018. Il tema non resta quindi circoscritto al racconto di Camuso e alla risposta giudiziaria di Ranucci, ma si intreccia con uno scontro più ampio che coinvolge Report, il suo conduttore e le forze della maggioranza.
A intervenire nel dibattito è anche Pina Picierno, che prende posizione criticando quello che definisce un «silenzio diffuso e molto rumoroso» nel proprio campo. La dirigente dem evita però di esprimere giudizi sulle responsabilità e mantiene distinta la valutazione politica dal piano giudiziario. «Sarà la magistratura a chiarire e da garantista aspetto fiduciosa prima di esprimere valutazioni», afferma. Il punto sul quale Picierno sceglie invece di esporsi riguarda il sessismo: «Il sessismo fa schifo sempre», sostiene, aggiungendo che «non c’è un sessismo meno grave perché proviene dalla parte che si ritiene giusta».
La posizione di Picierno introduce così un elemento ulteriore nel confronto nato intorno al caso Ranucci. Da una parte, la dirigente dem ribadisce che saranno gli accertamenti giudiziari a chiarire quanto denunciato da Angela Camuso e rinvia a quel passaggio qualsiasi valutazione sui fatti contestati; dall’altra, contesta l’idea che la reazione alle accuse possa cambiare in base alla collocazione politica delle persone coinvolte. Intanto Ranucci procede con la querela e le accuse pubblicate dal Tempo continuano a essere utilizzate nel confronto politico che vede il conduttore di Report al centro di attacchi provenienti dal centrodestra, dal Governo e dai giornali della maggioranza.
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