Leonardo Sapienza, il monsignore pugliese dietro il faccia a faccia tra Trump e Zelensky ai funerali di Francesco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Tra i protagonisti meno noti ma decisivi dei funerali di papa Francesco c’è un monsignore pugliese, Leonardo Sapienza, che ha orchestrato con precisione ogni dettaglio dell’evento, compreso l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Prefetto della Casa pontificia, Sapienza non solo ha supervisionato l’organizzazione della cerimonia, assicurandosi che rispecchiasse le volontà di Bergoglio, ma è stato anche colui che ha accompagnato i leader mondiali sul sagrato di San Pietro, prendendo persino sotto braccio Joe Biden, visibilmente provato.
Fu proprio lui, del resto, a rendersi conto che stava per compiersi un momento storico: quel breve ma intenso dialogo tra l’ex presidente americano e il leader ucraino, avvenuto poco prima della funzione. Un faccia a faccia che, seppur nato casualmente tra le navate della basilica, potrebbe avere ripercussioni significative sul conflitto in Ucraina. Trump, parlando ai giornalisti a Bedminster, ha definito l’incontro "bellissimo", aggiungendo che l’ufficio papale era "la scena più bella" che avesse mai visto, mentre ha sminuito le tensioni passate con Zelensky, ricordando solo "una piccola disputa" durante il loro precedente colloquio alla Casa Bianca.
Intanto, a Roma, un altro incontro ha marcato la giornata: quello tra Giorgia Meloni e Zelensky a Palazzo Chigi. La premier, secondo la nota ufficiale, ha ribadito il sostegno agli sforzi diplomatici di Trump per una "pace giusta e duratura", condannando gli attacchi russi e sottolineando l’urgenza di un cessate il fuoco immediato.
Ma a catturare l’attenzione dei media è stato anche un curioso dettaglio: nelle foto dell’incontro tra Trump e Zelensky, accanto alle due sedie dei leader se ne intravedeva una terza, vuota. Un particolare che ha alimentato speculazioni, soprattutto perché, poco prima, i due avevano conversato anche con Emmanuel Macron e Keir Starmer. Chi avrebbe dovuto sedersi lì? Un interrogativo che, per ora, resta senza risposta, aggiungendo un tozzo di mistero a una giornata già carica di significati politici.




