Il ciclone Erminio porta pioggia, neve e vento fino a 100 km/h, allerta rossa in Abruzzo e Molise
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Redazione Interno
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L’aprile italiano, che raramente rinuncia a regalare sorprese sul fronte meteorologico, ha scelto di aprirsi con una sequenza di eventi estremi riconducibili all’azione insistente del ciclone Erminio, un vortice mediterraneo battezzato dall’EUMETNET – l’organizzazione che riunisce trentuno servizi meteorologici europei – e destinato a rimanere protagonista sulla scena almeno fino a venerdì. La sua collocazione attuale, che lo vede lentamente spostarsi dal Sud Italia verso la Penisola Balcanica, lo porterà sullo Ionio nella giornata di giovedì per poi raggiungere la Grecia entro venerdì; nel frattempo, però, l’intero Centro-Sud ne subisce gli effetti, con piogge abbondanti, nevicate fuori stagione e raffiche di vento che in alcune aree hanno toccato i cento chilometri orari. La Protezione Civile, recependo l’intensità di questa fase perturbata, ha diramato un’allerta che coinvolge dieci regioni dell’Italia centro-meridionale, con un quadro particolarmente critico in Abruzzo e Molise, dove il livello di allarme è stato innalzato rispettivamente al rosso per rischio idraulico e idrogeologico nel primo caso, e da arancione a rosso nel secondo, alla luce di un’attività piovosa che in alcune zone del Molise perdura ormai da circa trentasei ore senza soluzione di continuità.
Un vortice alimentato dall’aria polare marittima e gli effetti sul versante adriatico
La dinamica alla base di questa ondata di maltempo – la terza, dopo i cicloni Samuel e Deborah, in appena quindici giorni – risiede nell’afflusso di una massa d’aria polare marittima che si sta riversando sui mari circostanti la Penisola, determinando un temporaneo ma deciso raffreddamento delle temperature. È proprio questa configurazione, come sottolineato dagli analisti di Meteo.it, a rendere l’evento eccezionale per il periodo: tra mercoledì primo e giovedì due aprile, lungo il crinale appenninico che separa Abruzzo e Molise, si prevede l’accumulo fino a un metro di neve fresca oltre i mille metri di quota, ma con fiocchi che potrebbero imbiancare anche le aree collinari, un fenomeno la cui portata, in questa fase dell’anno, richiama inevitabilmente l’attenzione per la sua rarità. Le precipitazioni, pur mostrando una tendenza progressiva all’attenuazione tra giovedì e venerdì, continuano a mantenere un’intensità tale da mettere in seria difficoltà la viabilità, in particolare lungo il versante adriatico.
Evacuazioni e viabilità in tilt nel basso Molise
Nel basso Molise, la situazione ha assunto contorni tali da richiedere l’attivazione di procedure d’emergenza che hanno portato ad alcune evacuazioni preventive, un provvedimento adottato per scongiurare rischi maggiori in aree dove il terreno, saturo d’acqua, ha mostrato i primi segni di cedimento. Sul fronte infrastrutturale, l’Anas ha confermato la presenza di numerosi interventi in corso, con squadre operative impegnate a gestire le criticità lungo la rete stradale regionale; un dato emblematico è rappresentato dalla chiusura del casello di Termoli, uno snodo nevralgico per la mobilità costiera, disposta per garantire la sicurezza degli automobilisti di fronte alle raffiche di vento e alla ridotta visibilità che hanno reso impraticabili alcuni tratti. I venti forti, che hanno raggiunto l’intensità di burrasca sulle aree esposte, accompagnano il maltempo contribuendo ad alimentare il moto ondoso sui mari circostanti, con ripercussioni anche sulle attività portuali della costa adriatica.
Neve abbondante in Abruzzo e il quadro in evoluzione sulle regioni colpite
In Abruzzo, dove il manto nevoso ha già raggiunto spessori notevoli a partire dai mille metri, le intense precipitazioni a carattere nevoso hanno costretto alla chiusura di numerose strade provinciali e secondarie, con gli operatori della viabilità impegnati in un’opera costante di sgombero della neve e spargimento di sale per evitare il blocco totale della circolazione. Le stazioni di rilevamento, monitorate dagli uffici tecnici regionali, registrano un costante aumento dei livelli idrometrici nei torrenti e nei corsi d’acqua minori, con il rischio idrogeologico che rimane elevato proprio a causa della combinazione tra le precipitazioni persistenti delle ultime ore e la rapida fusione della neve che potrebbe verificarsi nei prossimi giorni. Il vortice, che mantiene la sua azione rotatoria sullo Ionio, continua a richiamare umidità dai mari caldi, alimentando così le condizioni di instabilità che, seppur in progressiva diminuzione, lasceranno tracce evidenti su un territorio già messo alla prova dagli eventi estremi delle settimane precedenti.




