L’allerta rossa non si placa, l’Abruzzo resta nella morsa del ciclone Erminio
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Redazione Interno
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Il maltempo non dà tregua all’Italia centrale, e in particolare all’Abruzzo dove la protezione civile ha riconfermato anche per la giornata di oggi, giovedì 2 aprile, il livello di criticità più alto, quello che viene definito “allerta rossa”. La perturbazione, alimentata dal ciclone Erminio che continua a ruotare con ferocia sul basso Tirreno, porterà ancora fenomeni sparsi o addirittura diffusi su gran parte del territorio regionale, sebbene gli esperti prevedano una lenta ma progressiva attenuazione a partire dalla giornata di venerdì. È stato il Dipartimento della protezione civile, agendo d’intesa con le regioni coinvolte, a emettere un nuovo avviso per condizioni meteorologiche avverse, un documento che di fatto sostituisce e aggiorna quello diffuso nelle ore precedenti. Nessuna sottovalutazione, insomma, perché il quadro idrogeologico resta compromesso.
Pioggia, neve abbondante e vento forte: il ciclone non molla la presa
Erminio, va detto, si sta rivelando un ciclone particolarmente insistente: porta con sé non solo precipitazioni a carattere continuativo, ma anche neve abbondante sulle zone appenniniche, raffiche di vento forte che hanno già divelto alcuni alberi e, naturalmente, molteplici criticità legate al dissesto idrogeologico. Il clou del maltempo, in queste ore, si sta concentrando su un tridente di regioni particolarmente esposte: Abruzzo, Molise e l’alta Puglia, dove i terreni, ormai saturi d’acqua da giorni, non riescono più ad assorbire un millimetro in più. Le previsioni per le prossime ore indicano ancora rovesci intensi, con i fiocchi di neve che potrebbero imbiancare anche a quote collinari, complicando ulteriormente la viabilità secondaria e, di riflesso, le operazioni di soccorso.
L’emergenza si sposta in Puglia, il torrente Cervaro esonda e isola borgate
Se l’Abruzzo tiene alta la guardia, è però in Puglia – e più precisamente nella Capitanata – che si registrano i danni più eclatanti. L’ondata di maltempo, arrivata senza soluzione di continuità nelle ultime quarantotto ore, ha causato l’esondazione del torrente Cervaro in diversi tratti del suo corso: una massa d’acqua fangosa che ha invaso strade, terreni agricoli e persino alcune abitazioni sparse. La situazione più preoccupante, a detta dei tecnici intervenuti, resta quella della borgata Incoronata, a una decina di chilometri dal capoluogo Foggia, dove l’acqua ha superato gli argini naturali e artificiali, costringendo i vigili del fuoco a operare senza sosta. Decine di automobilisti sono stati tratti in salvo, e una quarantina di persone – alcune delle quali bloccate in masserie e casolari di campagna – sono state messe al riparo con l’ausilio di gommoni e mezzi anfibi. Moltissimi, a livello complessivo, gli interventi dei vigili del fuoco per strade allagate, scantinati sommersi e frane di piccola entità che hanno isolato alcune frazioni.
Scuole chiuse e quasi 400 interventi: la macchina dei soccorsi è in tilt
Il Sud Italia, si può dire senza timore di esagerare, è finito nella morsa di questa fase meteorologica particolarmente avversa. La protezione civile ha diramato l’allerta rossa non solo per l’Abruzzo ma anche per Molise e Puglia, mentre la Basilicata e la Calabria sono state classificate con allerta arancione; altre cinque regioni italiane, invece, se la cavano con un livello giallo, quello che richiede comunque attenzione ma senza particolari disposizioni restrittive. Sul terreno, i vigili del fuoco hanno già effettuato quasi quattrocento interventi complessivi tra le tre regioni più colpite, un numero destinato a crescere nelle prossime ore. Diverse amministrazioni comunali, in un’ottica puramente precauzionale, hanno deciso di tenere chiuse le scuole per l’intera giornata, evitando così di mettere in pericolo studenti e personale docente lungo tragitti che potrebbero rivelarsi insidiosi. La pioggia, insistente e fastidiosa, continua a cadere: e per molti paesi appenninici, la parola d’ordine resta ancora una volta “resistenza”.




