Venezia blindata per il matrimonio Bezos, tra vip e proteste
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Redazione Economia
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Jeff Bezos e Lauren Sanchez hanno scelto Venezia per celebrare il loro matrimonio, trasformando la città in un palcoscenico dorato, tra red carpet a cielo aperto e sicurezza rafforzata. L’hotel Aman, affittato dal fondatore di Amazon insieme ad altri miliardari, è diventato l’epicentro di un evento che ha richiamato star come Leonardo DiCaprio e le sorelle Kardashian, sbarcati nella chiesa della Madonna dell’Orto a Cannaregio.
«Con nessuna donna mi sono mai divertito come con lei», ha confessato Bezos alla vigilia delle nozze, definendosi «un uomo nuovo» grazie a Sanchez, ex giornalista e oggi volto noto della filantropia, che sfilerà in vesti ispirate a Cleopatra. Un matrimonio faraonico, che però non ha mancato di sollevare polemiche, alimentando il dibattito sull’uso di Venezia come «oggetto di consumo» per l’élite globale.
Mentre i vip brindavano, quarantatré attivisti di Extinction Rebellion sono stati fermati dopo una protesta simbolica in piazza San Marco. Hanno inscenato un finto matrimonio, con due figuranti in abiti nuziali che tenevano al guinzaglio un pianeta e personificazioni dei poteri dominanti – governi, media, economia – in una critica aperta allo sfruttamento delle risorse e alle disuguaglianze.
Intanto, sull’isola di Poveglia, si respirava un’aria diversa: la sagra popolare organizzata dai giovani rappresentava l’altra faccia della città, quella che lotta per sottrarre spazi alla speculazione. «La rivolta contro il potere del dio denaro», l’ha definita il regista Andrea Segre, in un contrasto stridente con lo sfarzo del matrimonio più chiacchierato dell’anno.




