Miuccia Prada e Donatella Versace, due icone dello stile tra differenze e affinità
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Redazione Economia
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L’annuncio dell’acquisizione di Versace da parte del gruppo Prada ha riacceso i riflettori sulle due figure che, più di altre, hanno plasmato l’immagine della moda italiana nel mondo: Miuccia Prada e Donatella Versace. Sebbene i loro linguaggi stilistici siano stati spesso percepiti come antitetici – l’uno concettuale e minimalista, l’altro esuberante e barocco –, le affinità tra le due designer emergono con chiarezza nelle parole della stessa Donatella, che su Instagram ha definito Prada «una famiglia italiana fidata».
«Sono lieta che Versace entri a far parte del gruppo Prada», ha scritto la stilista, ricordando come lei e il fratello Gianni abbiano sempre nutrito «una grande ammirazione per Miuccia, Patrizio Bertelli e la loro famiglia». Un passaggio di consegne che, al di là dei numeri, assume un valore simbolico: due storie diverse, ma ugualmente radicate nella cultura del Made in Italy, si intrecciano in un momento cruciale per il settore.
Gli analisti, dal canto loro, interpretano l’operazione come una mossa audace. «Prada ha fatto un passo coraggioso», osserva Mediobanca, sottolineando come l’acquisizione riapra il capitolo delle fusioni nel lusso. Ubs vi legge invece «una risposta strategica all’egemonia francese», in un mercato dominato da colossi come Lvmh e Kering. Intesa Sanpaolo, che ha supportato Prada con un finanziamento da 1,5 miliardi, ribadisce la solidità finanziaria del gruppo, garantita da liquidità e linee di credito inutilizzate.




