Manovra, nuovo stop in Senato: slitta ancora l'esame degli emendamenti in commissione Bilancio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'iter della legge di Bilancio, che il Parlamento è chiamato a varare entro il termine perentorio del 31 dicembre, conosce un nuovo, significativo intoppo. La commissione Bilancio del Senato, la cui seduta era stata convocata in via straordinaria per le 23 di domenica 14 dicembre con l'obiettivo di avviare finalmente l'esame dei numerosi emendamenti presentati, è stata infatti sconvocata, come confermato da fonti parlamentari, e i suoi lavori sono stati rinviati a lunedì 15. Un rinvio, questo, che si accompagna alla cancellazione degli incontri bilaterali tra governo e gruppi, previsti nel pomeriggio e mai tenutisi, e che fotografa una fase di stallo sostanziale nelle trattative, se si considera che nessuna votazione è stata ancora celebrata sul testo da 18,7 miliardi per il 2026.
Il pressing dei partiti e i nodi irrisolti
La posticipo della seduta, che doveva segnare l'ingresso nel vivo della fase emendativa, lascia sul tavolo tutte le questioni aperte, sulle quali i partiti esercitano un forte pressing. Tra i dossier più delicati, alcuni dei quali già emersi nel dibattito pubblico, spiccano la questione della detassazione degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali, ipotizzata al 10%, e le sorti del reddito di inclusione, terreno di un serrato duello politico. A questi si aggiungono, per citarne altri, il nodo del finanziamento al servizio pubblico radiotelevisivo e il sostegno alle emittenti locali, temi che richiedono mediazioni complesse e che, evidentemente, non hanno ancora trovato una composizione soddisfacente per la maggioranza.
Un iter a tempo controscatto
La sospensione delle attività, sebbene non rappresenti un evento eccezionale nel tortuoso percorso di approvazione di una legge finanziaria, acquisisce un peso particolare data la ristrettezza dei tempi a disposizione. Il testo, com'è noto, si trova in prima lettura a Palazzo Madama e dovrà completare l'intero iter parlamentare in poco più di due settimane, un calendario che rende ogni giorno perso una risorsa preziosa. Il governo, dal canto suo, è atteso al delicato passaggio di esprimere i propri pareri sugli emendamenti e di proporre le proprie riformulazioni, un momento chiave che segna l'avvio del vero e proprio negoziato con le forze di maggioranza.
Lo stallo e l'attesa per la ripresa dei lavori
La situazione, quindi, appare in una fase di stallo, in attesa della ripresa dei lavori. L'agenda di lunedì 15 dicembre si carica di un'importanza decisiva, poiché dovrà vedere i primi passi concreti verso la definizione del testo. L'assenza di votazioni finora e il rinvio degli incontri bilaterali suggeriscono che le distanze tra le posizioni siano ancora significative e che il lavoro di cucitura sia particolarmente complesso. La prossima seduta della commissione Bilancio sarà dunque scrutata con attenzione, quale primo banco di prova per verificare se i nodi potranno cominciare a sciogliersi o se, al contrario, le difficoltà persisteranno, avvicinando la scadenza di fine anno senza che il percorso abbia compiuto progressi sostanziali.




