Bezzecchi e la fiducia nell'Aprilia, mentre al Mugello poker di italiani fa da cornice al venerdì di Diggia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il venerdì del Gran Premio d’Italia sul circuito del Mugello, teatro di una delle tappe più sentite dell’intero calendario iridato, si è chiuso con un poker di piloti italiani nelle prime quattro posizioni delle pre-qualifiche: un dato che impreziosisce ulteriormente la prestazione di Fabio Di Giannantonio, il quale ha fermato il cronometro sull’1’44”808 mettendo tutti alle spalle.

Dietro di lui, un gruppetto compatto composto da Francesco Bagnaia, staccato di appena 91 millesimi, da un sorprendente Enea Bastianini e da Franco Morbidelli ha trasformato la sessione pomeridiana in un tripudio tricolore, a dimostrazione di come il tracciato toscano esalti particolarmente i cavalieri di casa.

Ma se la Ducati, come era lecito attendersi visto il ruolino di marcia degli ultimi anni, ha monopolizzato le prime posizioni, un’altra storia, fatta di lealtà e visione a lungo termine, emerge dal box Aprilia dove Marco Bezzecchi, nonostante un settimo posto condizionato da un errore, ha speso parole pesanti come macigni.

Il time attack negato e la concretezza di chi punta in alto

Il divario cronometrico di appena 216 millesimi dal vertice suggerisce come la classifica non racconti l’intera verità in pista, soprattutto nel caso di Marco Bezzecchi. Il pilota riminese, leader del mondiale in sella all’Aprilia, ha visto il suo miglior riferimento cancellato per aver violato i limiti della pista (track limits), un episodio che lo ha privato di una posizione potenzialmente nelle prime cinque file.

"In realtà non era un vero e proprio time attack – ha spiegato il romagnolo ai giornalisti presenti – stavo solo provando la differenza tra mescola media e morbida, poi nel tentativo buono ho toccato il verde e me l’hanno tolto". Nonostante l’ostacolo burocratico, il feeling con la RS-GP è parso solido e confortante, un aspetto che per un candidato al titolo conta spesso più della posizione effimera del venerdì: l’importante, in questa fase, era assicurarsi un posto nella top ten per accedere direttamente al Q2 di sabato, obiettivo centrato senza patemi.

"Ho creduto nell'Aprilia anche quando era senza sponsor": la lezione di lealtà di Bezzecchi

A impreziosire la giornata del pilota di casa non è stato però solo il tempo sul giro, ma una riflessione più profonda che affonda le radici nel rapporto contrattuale e umano con la Casa di Noale. Nella stessa giornata in cui le carene delle moto italiane hanno mostrato con orgoglio il nuovo title sponsor Monster, un sigillo che certifica la crescita del progetto tecnico, Bezzecchi ha voluto ribadire un concetto molto chiaro: la sua fiducia nell’Aprilia non è nata ieri né tantomeno è legata agli ultimi exploit finanziari.

"Io ho creduto nell'Aprilia anche quando non ce l'aveva lo sponsor – ha dichiarato senza mezzi termini il numero 72 – e loro hanno fatto lo stesso con me". Una dichiarazione che suona come una lama a doppio taglio nel paddock contemporaneo, dove le relazioni sono spesso dettate dalle prestazioni immediate; Bezzecchi ha infatti rinnovato il suo contratto quando il futuro dello sponsor non era ancora scritto, dimostrando una continuità progettuale rara in quest'epoca di scacchiere mobili.

La gestione del venerdì e il realismo di fronte alle Ducati

Analizzando il dato oggettivo della sessione, non si può negare come le Ducati abbiano dimostrato un passo impressionante nel time attack, un’accelerazione che ha permesso ai portacolori della Casa di Borgo Panigale di fare la differenza nel finale. Stessa ammissione di responsabilità arriva dal diretto interessato: "I ducatisti nel time attack sono stati più bravi e sono riusciti a fare uno step più grande, basta guardare Franco (Morbidelli) che nel giro secco ha fatto un salto incredibile".

Tuttavia, in un weekend di gara lungo come quello del Mugello, dove la gestione delle gomme e le traiettorie sporche possono ribaltare gli equilibri, Bezzecchi mantiene la rotta sulla propria isola. "Non mi cambia un cazzo se sono loro o altri – ha commentato con la schiettezza che lo contraddistingue – sono contento per i tifosi, ma a me cambia poco".

Marc Márquez e il ritorno nel weekend italiano

A completare il quadro di una giornata intensissima, caratterizzata anche da bandiere rosse per le cadute di Fabio Quartararo e i problemi tecnici di Brad Binder, c'è il rientro in scena del campione del mondo Marc Márquez. Lo spagnolo, reduce dai problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dalle ultime gare, ha dimostrato di esserci eccome raccogliendo il sesto tempo, una prestazione che lo pone subito in lotta per le posizioni nobili senza passare dal taglio del Q1.

Le verifiche mediche hanno dato il via libera definitivo, permettendogli di completare l’intera giornata di prove senza intoppi fisici. Con Michele Pirro e Cal Crutchlow chiamati a sostituire gli infortunati Alex Márquez e Johann Zarco, il circo della MotoGP si appresta a vivere un sabato di qualifiche bollenti, dove la sfida tra la velocità pura delle Ducati e la solidità di progetto delle Aprilia è destinata a infiammare le colline toscane.

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