Milano saluta Ornella Vanoni, una vita in musica e semplicità
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il feretro di Ornella Vanoni, avvolto in un legno chiaro e semplice come da sua esplicita volontà, è giunto al Piccolo Teatro Grassi di Milano accompagnato da un applauso lungo e commosso, un tributo spontaneo che ha rotto il silenzio di una domenica mattina in via Dante. La bara, priva di fiori, rispecchiava il suo carattere schietto e concreto, avendo lei stessa espresso il desiderio di non spendere troppo per un oggetto destinato, come soleva dire con pragmatica franchezza, a essere bruciato. Ad accogliere la cantante, scomparsa all'età di novantuno anni, c'erano il sindaco Giuseppe Sala e l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, a sottolineare il profondo legame tra la città e un'artista che proprio in quel teatro, molti anni fa, aveva mosso i primi passi sul palcoscenico come attrice, prima che la sua voce unica conquistasse il cuore di generazioni.
Un ultimo saluto nel luogo dei suoi esordi
La camera ardente, allestita all'interno del teatro che ne vide gli inizi, resterà aperta al pubblico per due giorni, permettendo a chi l'ha amata di rendere omaggio a una figura cardine della canzone italiana. L'accesso, che ha richiamato una folla di persone fin dalle prime ore, è stato disciplinato in fasce orarie: dalle dieci alle quattordici nella giornata di domenica, e dalle dieci alle tredici nella successiva di lunedì. La coda, composta da fan di ogni età, si è subito animata all'arrivo del carro funebre, trasformando un momento di lutto in una celebrazione della sua arte e della sua presenza, sempre così accessibile e genuina, che ne aveva caratterizzato la lunga carriera.
L'omaggio dei SIAE Music Awards
La notizia della scomparsa, giunta nella notte tra venerdì e sabato, ha gettato un velo di commozione sulla terza edizione dei SIAE Music Awards, evento organizzato per premiare gli autori e gli editori di maggior successo. Il conduttore Amadeus, aprendo la serata di sabato, ha voluto dedicare interamente la manifestazione alla memoria di Vanoni, ricordando come la sua popolarità non fosse confinata ai palcoscenici ma permeasse la vita quotidiana. "Era amata da tutti", ha affermato, rievocando un episodio recente in cui una scolaresca, riconoscendola in centro, l'aveva fermata per scattare dei selfie, dimostrazione di un'affezione che travalicava le generazioni e che la rendeva un punto di riferimento costante, un'icona familiare e mai distante.
Una memoria che vive nelle note
L'immagine della gente in fila, paziente e rispettosa, riflette un sentimento collettivo di perdita ma anche di immensa gratitudine per un repertorio musicale che ha segnato indelebilmente la storia dello spettacolo italiano. Il suo percorso artistico, iniziato proprio tra le mura del Piccolo Teatro, si è dipanato attraverso decenni di successi, caratterizzati da una voce inconfondibile e da una scelta di testi raffinati. Quella di Milano non è dunque solo un'ultima commemorazione, bensì il riconoscimento di un'esistenza spesa nell'arte, vissuta con la stessa eleganza discreta e la medesima essenzialità che hanno accompagnato il suo commiato, lasciando in eredità un'opera immensa che continua a parlare al pubblico.




