La partecipazione dei lavoratori in azienda diventa legge: approvato il ddl dopo decenni di attesa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge che introduce nuove forme di partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, un traguardo storico che attuava un principio già sancito dall’articolo 46 della Costituzione. Il provvedimento, sostenuto con forza dalla Cisl, rappresenta una svolta nel rapporto tra imprese e dipendenti, permettendo a questi ultimi di contribuire non solo alla gestione organizzativa, ma anche alle scelte economiche e finanziarie.

Francesco Battistoni, segretario di presidenza della Camera e esponente di Forza Italia, ha definito l’approvazione "un successo politico e sociale", sottolineando come il risultato sia frutto del lavoro congiunto di "quelle forze politiche e sociali attente alle dinamiche di una società in evoluzione". Il testo, che ha superato l’iter parlamentare dopo anni di discussioni, prevede che le aziende possano adottare programmi di coinvolgimento finanziario del personale, stabilendo modalità di partecipazione al capitale sociale attraverso strumenti già previsti dal Codice Civile.

Tra le opzioni contemplate, figurano l’assegnazione di azioni ai lavoratori – anche in sostituzione dei premi di risultato – e la sottoscrizione di titoli riservata ai dipendenti, escludendo diritti di opzione per terzi. Le norme di riferimento sono quelle contenute negli articoli 2349, 2357, 2358 e 2441 del Codice, che disciplinano rispettivamente l’emissione di strumenti finanziari a beneficio del personale, l’acquisto e la gestione di azioni proprie da parte delle società, nonché le offerte riservate.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.