Andy Burnham, primo governo tra annunci e scivoloni: bus a 2 sterline e sfida al neoliberismo
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Redazione Esteri
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Il nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, ha riunito ieri per la prima volta il suo governo, delineando le priorità dell'esecutivo e promettendo un intervento rapido per ridurre il costo della vita senza rinunciare alla disciplina fiscale. "Dobbiamo pensare ogni giorno a come alleggerire il peso che grava sulle spalle della gente", ha dichiarato Burnham, definendo il suo esecutivo un "governo attento al costo della vita". La prima riunione di governo, tuttavia, è stata segnata anche da un primo passo falso che ha suscitato più di una perplessità.
Il primo pasticcio di Burnham
Se il buongiorno si vede dal mattino, per il nuovo esecutivo laburista l'avvio si preannuncia tutt'altro che privo di ombre; e soprattutto, per molti osservatori, non così nuovo come vorrebbe sembrare. Nel riunire la sua squadra – che mantiene parecchi nomi del precedente governo guidato da Keir Starmer, compresa la controversa ministra degli Interni Shabana Mahmood – Burnham ha pensato di dare un segnale forte sulla questione del caro vita, tema che da tempo tiene in scacco la popolazione, tra salari non adeguati a un'inflazione stellare e ondate di scioperi senza precedenti.
L'intenzione era quella di annunciare una misura di rottura, ma la mossa si è rivelata un vero e proprio scivolone. Il nuovo premier ha infatti presentato un provvedimento per alleviare il costo della vita che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare il coniglio dal cappello: dopo l'abolizione dell'Iva sulle bollette elettriche, annunciata il giorno prima, Burnham ha abbassato il tetto per i biglietti dell'autobus in tutta l'Inghilterra da 3 a 2 sterline.
Un intervento che, sebbene concreto, ha finito per ricordare da vicino le politiche dell'amministrazione precedente, alimentando le critiche di chi avrebbe voluto un cambio di rotta più deciso.
La sfida al neoliberismo e la pressione dei sindacati
Nonostante l'incertezza dei primi passi, Burnham ha delineato con chiarezza la cifra politica del suo mandato, annunciando l'intenzione di "superare i dogmi di 40 anni di neoliberismo", una linea che – a suo dire – ha impoverito "tante persone e fasce sociali" e ha portato a un "potere politico centralizzato e a un potere economico privatizzato fin nei servizi essenziali". L'ex sindaco di Manchester si presenta come "l'ultima chance di cambiare" per un paese stanco di politiche che hanno accentuato le disuguaglianze.
Sul tema delle disuguaglianze e della giustizia sociale, intanto, arrivano le prime pressioni da parte del mondo sindacale. I sindacati hanno già messo sul tavolo del premier una proposta precisa: tassare le banche per finanziare le politiche sociali. Una richiesta che rappresenta un primo banco di prova per il governo, chiamato a conciliare le ambizioni di rottura con la necessità di mantenere i conti in ordine e la disciplina fiscale più volte evocata.
La partita è appena iniziata, e per Burnham la strada appare in salita. Tra lo scivolone iniziale e le aspettative di chi spera in un cambiamento radicale, il nuovo esecutivo dovrà dimostrare di saper coniugare pragmatismo e visione, evitando di ripetere gli errori del passato e mantenendo fede alla promessa di un governo attento al costo della vita. La prossima settimana, con l'annuncio delle misure economiche definitive, sarà il primo vero test per l'amministrazione.




