Milano, i centri sociali in piazza per Fakir: «Contro repressione, razzismo padronale e omicidi di Stato»

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«Giustizia e verità per Abderrahim Fakir. Contro repressione, razzismo padronale e omicidi di Stato», sono le parole del post-volantino con cui i centri sociali (come il Lambretta di Milano), militanti pro Palestina e della Global Sumud Flotilla della Lombardia hanno lanciato per il pomeriggio di martedì 21 luglio un presidio in largo 11 Settembre, a Milano, a due passi dalla prefettura meneghina dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto domenica mentre due poliziotti lo stavano bloccando a terra nel tentativo di «fascettargli» mani e piedi al Pilastro, quartiere popolare della periferia di Bologna. (milano.corriere.it)

Su altri giornali

Chi era Abderrahim Fakir e come è morto a Bologna: tutti i dettagli sul caso, l’intervento della polizia e le tensioni esplose dopo la manifestazione Il 19 luglio, nel quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir, un cittadino marocchino di 42 anni, muore durante un intervento della Polizia di Stato, che era stato sollecitato dai residenti per la presenza di un uomo in forte stato di agitazione. (Mediaset Infinity)

Gli scontri a Bologna sono durati fino alle prime ore del mattino. Dopo il presidio per Fakir si è accesa la tensione tra polizia e un gruppo di antagonisti. Lanci di oggetti e transenne da un lato, anche sotto i portici, cariche e idranti dall'altra. (Corriere della Sera)

Il riferimento è alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, un trattato internazionale firmato a Roma nel 1950 dal Consiglio d'Europa. E non lo dico io, ma una sentenza di condanna della Cedu all’Italia”. (la Repubblica)

Fakir, i poliziotti non sono stati sospesi: «Sono sconvolti per la sua morte». Guerriglia nella notte, 64 agenti feriti

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La decisione di convocare una manifestazione a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir? “Noi l’abbiamo giudicata subito una scelta irresponsabile, non solo per le conseguenze che erano immaginabili, purtroppo è accaduto quello che ci si aspettava, devastazioni e feriti”, ma soprattutto perché si trattava di “una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’apparato della pubblica sicurezza e della Magistratura che ha il dovere e il compito di indagare in questa situazione“. (sap-nazionale.org)

La guerriglia nella notte: auto date alle fiamme, bici vandalizzate e dehors devastati Ulteriori danni sono stati realizzati dai violenti nelle vie centrali della città, adiacenti a piazza Maggiore dove è partita la manifestazione, fa sapere la Questura. (Leggo.it)