Il sub ucraino arrestato in Croazia per il sabotaggio del Nord Stream era consulente del film sull'attentato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zhuravlyov, il subacqueo professionista ucraino di 46 anni fermato mercoledì a Pola, in Croazia, in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso dalla Germania, si trovava sul set del film "Snake Island" per il quale svolgeva la funzione di consulente. Il regista del thriller politico, Doug Liman, noto per aver diretto "The Bourne Identity", ha scelto di ambientare parte delle riprese proprio in Croazia, dove il cast, che include attori del calibro di Sean Penn e Adrien Brody, era già al lavoro.

A rendere la vicenda paradossale è la natura del progetto cinematografico, una finzione che ricalca da vicino la storia vera del sabotaggio dei gasdotti avvenuto nel settembre 2022 nel Mar Baltico.

Un arresto nelle acque di Pula e le accuse della procura tedesca

Le autorità croate hanno dato esecuzione al mandato di cattura europeo, arrestando Zhuravlyov che, secondo quanto riferito dai media tedeschi, era stato ingaggiato come consulente per il film. La procura federale tedesca, che già da tempo lo cercava, lo accusa di essere uno dei sommozzatori che hanno piazzato gli esplosivi sui gasdotti Nord Stream 1 e 2, causando danni ingenti a tre delle quattro condotte.

Le indagini, coordinate dai magistrati di Berlino, ipotizzano che un gruppo di persone, tra cui Zhuravlyov e un altro cittadino ucraino Serhiy Kuznetsov, abbia utilizzato uno yacht a vela noleggiato a Rostock per raggiungere il punto dell'attacco e posizionare le cariche a una profondità di circa 80 metri.

La difesa di Zhuravlyov, rappresentata dall'avvocato Matija Milos, ha già annunciato che presenterà ricorso contro la custodia cautelare disposta dal tribunale di Pola, contestando la legittimità di un provvedimento basato su fatti già valutati in un'altra sede giudiziaria europea.

Il precedente in Polonia e le motivazioni geopolitiche

Questa non è la prima volta che le autorità tedesche tentano di mettere le mani su Zhuravlyov. Un primo tentativo di cattura era già stato effettuato in Polonia, dove l'uomo era stato fermato su richiesta della Germania, ma la giustizia polacca si era opposta all'estradizione.

I giudici di Varsavia, in una decisione che ha suscitato non poche polemiche, avevano motivato il diniego con una valutazione giuridico-politica piuttosto netta, ritenendo che l'atto di sabotaggio, se attribuito a forze ucraine nel contesto del conflitto con la Russia, potesse essere inquadrato come un atto bellico legittimo piuttosto che come un reato comune. La decisione polacca aveva portato al rilascio dell'uomo, che era poi riapparso in Croazia, dove le riprese del film "Snake Island" offrivano una perfetta copertura per la sua presenza.

La Procura tedesca, che non ha mai abbandonato le sue convinzioni, sostiene che l'operazione sia stata ordinata da un'agenzia statale ucraina con l'obiettivo di interrompere le entrate energetiche della Russia, ma il governo di Kiev ha sempre negato ogni coinvolgimento diretto.

Il film "Snake Island" e l'ironia della sorte

La coincidenza che ha portato all'arresto sul set del film che racconta proprio la storia dei gasdotti è di quelle che lasciano il segno. "Snake Island", diretto da Doug Liman, è un thriller politico di finzione che narra la storia di un'operazione segreta condotta da sommozzatori ucraini in un'atmosfera di crescente tensione internazionale. Le riprese, iniziate a Zagabria all'inizio di agosto, si sono spostate sulla costa istriana per girare le scene subacquee, proprio dove poi è scattato l'arresto.

Secondo quanto riportato dal portale giuridico tedesco Legal Tribune Online e da altre fonti, Zhuravlyov non era un semplice comparsa, ma ricopriva il ruolo di consulente tecnico per la produzione, mettendo a disposizione le sue competenze di esperto subacqueo. La sua presenza sul set, lungi dall'essere casuale, rappresenta un elemento di straordinaria singolarità in una vicenda che mescola realtà e finzione, in cui il presunto artefice del sabotaggio lavorava a stretto contatto con gli attori per ricreare l'attentato di cui è accusato.

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