Nord Stream, nuovo arresto in Croazia per il sabotaggio dei gasdotti: caccia al subacqueo ucraino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico investigativo sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, avvenuto nel settembre del 2022 nelle acque del Mar Baltico. Le autorità tedesche, attraverso un comunicato della Procura federale con sede a Karlsruhe, hanno reso noto l'arresto in Croazia di un cittadino ucraino, identificato come Vladimir Z., sospettato di aver preso parte attiva alle operazioni che portarono alla distruzione delle condotte sottomarine.

L'uomo, un subacqueo professionista, è stato fermato a Pola, sull'istria, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Germania, e ora si trova in attesa di un provvedimento che ne definisca l'estradizione verso il paese richiedente.

Il profilo del sospettato e l'accusa della Procura federale

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tedeschi, Vladimir Z. sarebbe uno dei sommozzatori che materialmente posizionarono gli ordigni esplosivi lungo i tracciati dei gasdotti, un'operazione che richiedeva competenze tecniche non comuni e una conoscenza approfondita delle condizioni del fondale marino. La Procura federale lo indica come "fortemente sospettato" di aver provocato un'esplosione nell'ambito di un'organizzazione criminale, configurando i reati di atto di sabotaggio contro l'ordine costituzionale e distruzione di infrastrutture di rilevanza strategica.

Le indagini, che si trascinano ormai da quasi quattro anni, hanno progressivamente delineato il profilo di un commando che avrebbe agito con pianificazione militare, utilizzando imbarcazioni e attrezzature subacquee per raggiungere i punti sensibili delle condutture situate a profondità considerevoli.

Un precedente fermo in Polonia e la questione dell'estradizione

Vladimir Z. non è nuovo ai controlli delle autorità europee: era già stato fermato in Polonia nel corso del 2025, ma i giudici di quel paese avevano allora respinto la richiesta di estradizione formulata dalla Germania, decidendo per il suo rilascio. Quel precedente diniego aveva rappresentato un rallentamento significativo per le indagini tedesche, costringendo i magistrati a cercare altre vie per assicurare l'uomo alla giustizia.

La situazione è ora cambiata radicalmente con il nuovo arresto a Pola, dove le forze di polizia locali hanno dato esecuzione al mandato europeo, aprendo una nuova fase procedurale. Saranno le autorità giudiziarie croate a doversi esprimere nei prossimi giorni sul trasferimento del sospettato in Germania, un passaggio delicato che potrebbe incontrare o meno ostacoli simili a quelli già incontrati in Polonia, a seconda delle valutazioni dei giudici sull'effettiva sussistenza dei presupposti per l'estradizione.

Le indagini tedesche e la dimensione internazionale del caso

Le esplosioni del 26 settembre 2022, che danneggiarono irreparabilmente i due gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, costruiti per trasportare gas russo verso l'Europa, innescarono una ridda di ipotesi e una complessa inchiesta internazionale che ha coinvolto diverse nazioni. Mentre la Germania ha condotto indagini proprie sul fronte penale, altri paesi come Svezia e Danimarca hanno aperto e successivamente chiuso i loro fascicoli, senza giungere a conclusioni definitive. L'arresto di Vladimir Z.

Rappresenta il secondo provvedimento di rilievo dopo quello di un altro cittadino ucraino, evidenziando come la pista che porta a Kiev continui a essere battuta con determinazione dalla Procura di Karlsruhe, nonostante le smentite e le prese di distanza arrivate nei mesi scorsi dalle autorità ucraine. L'inchiesta tedesca si concentra ora sul ricostruire l'intera catena di comando e i finanziamenti che resero possibile l'operazione, valutando le prove raccolte a carico del subacqueo arrestato in Croazia per consolidare l'impianto accusatorio in vista di un possibile processo.

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