La nuova chirurgia toracica: robot, ablazione e precisione per sconfiggere i tumori
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Redazione Salute
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Un orizzonte in costante evoluzione, dove la mininvasività non è più solo un obiettivo ma una realtà quotidiana capace di ridefinire percorsi terapeutici e prospettive di guarigione. È questo il cuore pulsante delle attuali frontiere nella lotta al tumore polmonare, un settore in cui centri di eccellenza lombardi stanno siglando primati e tracciando sentieri innovativi. Come ha sottolineato Gianluca Pariscenti, direttore della chirurgia toracica al Niguarda di Milano, interpellato in un recente incontro, la robotica rappresenta ormai un pilastro fondamentale. Pariscenti, la cui formazione – arricchita da un master di secondo livello in robotica e da esperienze internazionali – lo colloca all’avanguardia, evidenzia come l’integrazione di queste tecnologie stia rendendo gli interventi sempre più precisi e meno traumatici per l’organismo, un passaggio decisivo per migliorare gli esiti clinici.
Oltre il bisturi: la termoablazione robotica
Se la chirurgia robotica consente di operare con incisioni ridottissime, un salto concettuale ancora più radicale arriva dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Qui, per la prima volta in Italia, è stato applicato un protocollo che elimina del tutto il bisturi in casi selezionati. Due pazienti con piccoli noduli polmonari sono stati trattati mediante termoablazione, una tecnica che “brucia” il tessuto maligno, eseguita con un broncoscopio robotico di ultima generazione, lo ION. La procedura, eseguita senza complicanze, permette di raggiungere le lesioni periferiche, ottenerne la diagnosi e distruggerle nel corso di una singola seduta, aprendo uno scenario di cure potenzialmente effettuabili in day hospital.
I numeri della robotica consolidata
Parallelamente, cresce e si consolida l’esperienza della chirurgia robotica tradizionale, come dimostra il traguardo raggiunto dall’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, che ha superato la quota di cento interventi robotici in ambito polmonare. Una tecnologia, come viene definita, “ben radicata nel presente”, che offre un’arma in più per patologie sia benigne che maligne, aumentando la precisione del chirurgo e portando benefici tangibili in termini di recupero. Del resto, il monitoraggio dell’Agenas, attraverso il Programma nazionale esiti, ha già registrato per il 2024 un volume di 132 interventi per tumore polmone nello stesso nosocomio, un dato che lo posiziona al vertice in Lombardia per attività chirurgica in questo specifico settore.
Verso un futuro senza cicatrici
Le implicazioni di queste innovazioni, che procedono su binari complementari – il robot chirurgico e il robot per l’ablazione – sono profonde. La visione prospettata dagli specialisti dell’IEO, i quali non hanno dubbi sull’evoluzione a medio termine, è quella di trattare il tumore polmonare di piccole dimensioni senza cicatrici esterne, senza necessità di chemio o radioterapia aggiuntiva in molti casi. Un cambio di paradigma che, pur restando ad oggi riservato a pazienti accuratamente selezionati e a noduli di piccole dimensioni, disegna una mappa terapeutica radicalmente diversa, fondata su una precisione estrema e sul rispetto del tessuto sano, un obiettivo che guida l’intera ricerca in campo oncologico.




