Trump attacca Powell sui costi della Fed, ma la gaffe in tv rivela un errore
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Redazione Economia
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Donald Trump, che non ha mai nascosto la sua insofferenza verso Jerome Powell, ha scelto una visita al cantiere del quartier generale della Federal Reserve per rilanciare le critiche al presidente della banca centrale. Stavolta, però, l’argomento non erano soltanto i tassi di interesse – troppo alti, secondo il presidente – ma il lievitare dei costi per la ristrutturazione dell’edificio, passati, a suo dire, da 2,7 a 3,1 miliardi di dollari. «Se un ingegnere mi facesse un simile aumento di budget, lo licenzierei», ha detto Trump, riprendendo toni da imprenditore edilizio.
Quello che doveva essere un momento di pressione politica si è però trasformato in un passo falso quando Powell, in diretta televisiva, ha corretto il presidente: «I lavori di cui parla sono terminati cinque anni fa». Una replica secca che ha lasciato Trump senza risposta, rivelando come alcune delle sue accuse fossero basate su informazioni non aggiornate. L’episodio, al di là della gaffe, conferma però la strategia del presidente: mantenere alta la tensione sulla Fed, accusata di non sostenere adeguatamente l’economia con tagli ai tassi.
Intanto, sullo sfondo, restano i negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi, sui quali Trump si è limitato a dire che «con l’Ue stiamo andando abbastanza bene», mentre Ursula von der Leyen ha ribadito che l’intesa sarà conclusa solo se «soddisfacente». Un linguaggio cauto, che non nasconde le divergenze ancora esistenti.
Sullo sfondo, il caso Epstein continua a pesare come un’ombra sulla politica americana, anche se Trump – che in passato aveva avuto contatti con il finanziere – non è stato toccato direttamente dalle ultime indagini. Ma la vicenda, con il suo carico di interrogativi irrisolti, resta un elemento di instabilità in un contesto già polarizzato




