Starmer spinge per la confisca degli asset russi, mentre l'Europa rimanda a dicembre
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Redazione Esteri
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Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che i membri della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” hanno trovato un’intesa sulla necessità di accelerare in modo significativo il processo di confisca dei beni russi, attualmente congelati in Europa. L’obiettivo dichiarato, come riferito dallo stesso leader laburista, è quello di tentare di rimuovere ogni ostacolo lungo questo percorso complesso entro la fine dell’anno in corso. Una mossa, questa, che segna una netta discontinuità con le posizioni più caute espresse in seno all’Unione Europea, la quale, nonostante i tre anni di discussioni, continua a dimostrare esitazioni di fondo.
Il rinvio del Consiglio Europeo
Proprio mentre Starmer rilanciava l’iniziativa, a Bruxelles il Consiglio europeo ha operato una scelta diametralmente opposta, rinviando a dicembre una decisione cruciale sull’utilizzo di quelle stesse risorse. Sebbene non vi sia stato un veto formale da parte di alcun paese membro, i ventisette capi di Stato e di governo hanno preferito prendersi del tempo ulteriore, privilegiando un approccio di maggiore ponderazione. L’intenzione, come emerso dalle deliberazioni, è quella di garantire all’Ucraina un supporto continuativo e a lungo termine, fino al 2027, esplorando peraltro “tutte le opzioni possibili” per permettere a Kiev di resistere all’aggressione.
Le perplessità legali e la posizione italiana
Al centro del rinvio europeo, che alcuni commentatori hanno definito “opportuno”, si colloca la spinosa questione giuridica. Il punto cruciale, che ha indotto a una pausa di riflessione, risiede nella necessità di valutare con scrupolo la piena coerenza di un’azione di confisca, e del successivo impiego dei fondi per acquisti militari, con le norme del diritto e delle convenzioni internazionali. In questo contesto, è emersa con chiarezza la posizione prudente del governo italiano, il quale ha manifestato riserve sostanziali sulla scorciatoia della confisca immediata, sottolineandone i potenziali rischi sul piano del diritto.
Uno scenario strategico diviso
La divergenza di tempistiche e di metodi tra la “coalizione dei volenterosi” guidata da Starmer e l’establishment di Bruxelles delinea uno scenario europeo frammentato sulla gestione delle risorse finanziarie russe. Da un lato, si schierano coloro che ritengono sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, trasformando il congelamento, che è una misura temporanea, in una confisca permanente per colpire direttamente le capacità di Mosca. Dall’altro, persiste un fronte, che include l’Italia, più attento alle implicazioni di carattere legale e alle possibili ripercussioni sulla stabilità del sistema finanziario globale, il quale invoca una roadmap più cauta e rigorosa.




