Sindacati della medicina convenzionata verso protesta unitaria
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Redazione Salute
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A fronte di un grave disagio e di una profonda sofferenza manifestata dall’intera categoria, nella Legge di Bilancio perdura da parte dei decisori politici l’assenza di iniziative volte a stanziare risorse aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi di politica sanitaria. Questo, nonostante gli sforzi e le necessità rappresentate più volte dallo stesso Ministro della Salute con richieste di stanziamenti più significativi sui professionisti. CIMO-FESMED, attraverso il suo Presidente Guido Quici, ha espresso dieci ragioni per lo sciopero dei medici, sottolineando come ogni anno la legge di bilancio si riveli una doccia fredda per la sanità pubblica, e quindi per i cittadini e per il personale sanitario. Quici ha criticato il governo per illudere pazienti e professionisti della salute con promesse mirabolanti, per poi ritrovarsi con in mano un piatto di lenticchie. Ha inoltre evidenziato come sia una presa in giro aumentare di 3 euro le pensioni minime e poi costringere le fasce più povere della popolazione a spendere centinaia di euro per visite mediche private, analisi, TAC e risonanze magnetiche che risultano inaccessibili nella sanità pubblica.
Gli specializzandi medici e sanitari, rappresentati dalle associazioni ALS (Associazione Liberi Specializzandi) e GMI (Giovani Medici per l’Italia), sono pronti a incrociare le braccia il 20 novembre, aderendo allo sciopero nazionale e alla manifestazione a Roma promossa da Anaao, Cimo e Nursing Up. Gli aumenti promessi per valorizzare il ruolo degli specializzandi medici sono stati definiti minimi, non lineari e soprattutto differiti. Gli specializzandi, nonostante il loro vergognoso inquadramento studentesco che impedisce loro di manifestare, considerati degli studenti nonostante la laurea conseguita, sciopereranno e manifesteranno per far sentire la loro voce.
La manovra per il 2025 avrebbe dovuto contenere molti più fondi per la sanità pubblica e lanciare diverse misure che il governo Meloni aveva promesso. Tuttavia, per la maggior parte, questo non è avvenuto. La fondazione Gimbe, in un'analisi sul testo della legge di bilancio, ha scritto che ancora una volta il governo tradisce le legittime aspettative di professionisti sanitari e cittadini.




