Cop29 a Baku, l'Europa perde la leadership sul clima
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Redazione Esteri
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Alla Cop29 di Baku, in Azerbaigian, l'Unione Europea ha mostrato segni di cedimento nella sua storica leadership sulle questioni climatiche. Tra incertezze e pressioni da parte degli altri Paesi, che si aspettavano un ruolo più incisivo dal vecchio Continente, l'Europa ha deluso le aspettative, soprattutto alla luce della recente vittoria di Trump alle elezioni e della probabile uscita degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi.
La bozza di testo sulla finanza climatica, attesa per mezzanotte, è arrivata molto più tardi, includendo il termine 'trillions' senza però specificare una cifra esatta, sostituita da una X tra parentesi quadre. Questo passaggio dagli attuali 100 miliardi di dollari l'anno a migliaia di miliardi, ancora da quantificare, rappresenta un cambiamento significativo, ma resta da vedere se verrà concretizzato entro venerdì.
Se l'accordo sulla finanza climatica dovesse essere raggiunto, l'Italia potrebbe dover mobilitare una cifra compresa tra 14,5 e 22,6 miliardi di dollari, circa venti volte gli attuali contributi. Questo studio, condotto da Claudia Concaro e Anna Pelicci del think tank Italian Climate Network, evidenzia l'enorme sforzo finanziario richiesto al nostro Paese.
Nel frattempo, le emissioni globali continuano a crescere, con Cina e India in testa nella combustione di combustibili fossili, mentre Europa e Stati Uniti, che producono meno CO2, pagano il prezzo di un sistema che non funziona più.




