Cop29 a Baku, assenze e sfide cruciali per il clima
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Redazione Esteri
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La ventinovesima Conferenza delle Parti sul clima (COP29), inaugurata oggi a Baku, si svolge in un contesto di grande tensione e aspettative. Nonostante l'assenza di numerosi leader mondiali, tra cui quelli di Iran, Yemen e Libia, l'evento si propone di affrontare sfide climatiche di portata globale. L'obiettivo principale rimane quello di limitare il riscaldamento globale a 2°C, con sforzi continui per mantenerlo sotto 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali.
L'Europa, pur avendo promesso di raddoppiare gli sforzi per compensare il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi climatici, vede una scarsa partecipazione dei suoi leader a Baku. Questo scenario solleva interrogativi sulla capacità del continente di mantenere le promesse fatte durante l'ultimo vertice. Il Wwf ha lanciato un allarme, definendo quest'anno decisivo per il clima e sottolineando la necessità di interventi radicali. Tra le priorità indicate dall'organizzazione ambientalista vi sono la limitazione del riscaldamento globale a 1,5°C, l'eliminazione dei combustibili fossili e l'incremento dei finanziamenti per sostenere i Paesi in via di sviluppo.
A Baku, uno dei temi centrali sarà la negoziazione di un nuovo obiettivo di finanza climatica, con risorse dedicate alla mitigazione, all'adattamento e alla gestione delle perdite. La conferenza si propone di istituire un sistema di finanziamenti destinati ai Paesi in via di sviluppo, che servirà a sostenere sia la riduzione delle emissioni di gas serra che l'adattamento ai cambiamenti climatici.
Un altro aspetto rilevante riguarda i confini dei parchi naturali e la loro efficacia nel contesto attuale. La discussione verte sulla necessità di aggiornare i presupposti e gli indirizzi dei parchi, adattandoli ai tempi moderni. Il concetto di "confine", inteso come separazione netta, viene messo in discussione di fronte ai problemi degenerativi dell'intero sistema planetario




