Cop29, la Conferenza sul clima a Baku

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lunedì 11 novembre si apre a Baku, in Azerbaigian, la ventinovesima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come Cop29. Nonostante il ripetersi di fenomeni meteorologici estremi, riconducibili al riscaldamento globale, il mondo continua a sottovalutare l'impatto del cambiamento climatico. Pochi giorni prima dell'inizio della conferenza, il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un nuovo appello ad agire subito, sottolineando come il punto irreversibile di non ritorno si stia avvicinando rapidamente.

L'aumento della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali si sta avviando a superare 1,5 gradi, obiettivo fissato dall'accordo di Parigi nel 2015 per evitare conseguenze catastrofiche. Tuttavia, Jeffrey Sachs, economista della Columbia University e consigliere per le questioni ambientali del segretario generale dell'ONU, si mostra scettico riguardo ai risultati della Cop29, affermando che la nostra unica speranza risiede in un patto con i Paesi petroliferi.

La conferenza di quest'anno si concentrerà principalmente sulla finanza, con l'obiettivo di raggiungere un nuovo accordo finanziario. Tuttavia, pesano le defezioni di grandi leader internazionali e la rielezione negli Stati Uniti di Donald Trump, che durante il suo primo mandato aveva ritirato il Paese dagli Accordi di Parigi. Questo clima di incertezza non favorisce l'ottimismo riguardo ai risultati della conferenza.

La Cop29 di Baku rappresenta un momento cruciale per il futuro del nostro pianeta.

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