Mezzaluna Rossa chiede inchiesta internazionale su soccorritori uccisi a Gaza
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Redazione Esteri
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La Mezzaluna Rossa Palestinese ha sollevato un appello urgente per un’indagine internazionale indipendente sull’uccisione di quindici operatori sanitari, avvenuta il 23 marzo scorso nel Sud della Striscia di Gaza. Secondo l’organizzazione, i soccorritori – tra medici e paramedici – sono stati colpiti deliberatamente dai militari israeliani mentre prestavano assistenza a bordo di ambulanze chiaramente identificabili, con le luci di emergenza accese.
Un video pubblicato dal New York Times sembra contraddire la versione fornita da Israele, mostrando i veicoli sanitari sotto attacco nonostante fossero riconoscibili. «Siamo ormai abituati alle false accuse e alle storie inventate», ha dichiarato Younis Al-Khatib, presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese, durante una conferenza stampa ad Al-Bireh, nei Territori Palestinesi. La richiesta di un’inchiesta imparziale è stata sostenuta anche dalla Croce Rossa Internazionale, presente all’incontro con una propria delegazione.
Tra le vittime figurano otto operatori della Mezzaluna Rossa, i cui nomi sono stati resi noti: Mostafa Khufaga, Saleh Muamer, Ezzedine Shaath, Mohammad Bahloul, Mohammed Al-Heila, Ashraf Abu Labda, Raed Al Sharif e Rifatt Radwan. Un altro membro dell’equipaggio, Assad Al-Nassasra, risulta ancora disperso. I corpi, sepolti inizialmente in una fossa comune, sono stati recuperati solo dopo giorni di trattative, in un contesto già segnato da tensioni e difficoltà nell’accesso alle aree colpite.
L’episodio riaccende il dibattito sulla protezione del personale medico in zone di conflitto, sancita dalle convenzioni internazionali ma spesso disattesa. La Croce Rossa, attraverso il portavoce Tommaso Della Longa, ha ribadito la necessità di «garantire giustizia per quanto accaduto», evitando che simili eventi rimangano impuniti.




