Scadenze fiscali 2026, si anticipa la dichiarazione Iva per evitare la Lipe e sbloccare i crediti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il nuovo anno fiscale, sebbene ancora di là da venire, impone già un'attenta pianificazione delle scadenze, poiché il 2026 introduce modifiche procedurali significative che richiedono un'organizzazione anticipata. Gli operatori economici, infatti, si troveranno a dover gestire non solo le consuete dichiarazioni ma anche la possibilità di un invio anticipato del modello Iva annuale, il cui saldo è fissato per il 16 marzo 2026. La presentazione di questa dichiarazione, che può avvenire in un arco temporale compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile del medesimo anno, rappresenta una scelta strategica per chi intende ottimizzare gli adempimenti e la liquidità. Una finestra temporale, quella febbraio-aprile, durante la quale converrà valutare con precisione la propria posizione, dato che la presentazione entro una specifica data consente di evitare un ulteriore onere.

La dichiarazione Iva 2026 e il rapporto con la Lipe

Il legame tra la dichiarazione Iva annuale e la liquidazione periodica Iva (Lipe) dell'ultimo trimestre del 2025 costituisce uno dei nodi centrali della prossima stagione dei versamenti. Per coloro i quali desiderano svincolarsi dall'obbligo di presentare la Lipe relativa al quarto trimestre del 2025, la scadenza da rispettare è il 2 marzo 2026, considerato che il 28 febbraio cade di sabato. Questo meccanismo, che permette di sostituire un adempimento periodico con quello annuale, semplifica il carico burocratico per i contribuenti, i quali devono però organizzarsi per chiudere i conti dell'anno precedente con qualche settimana di anticipo rispetto al termine ultimo della dichiarazione stessa.

La gestione dei crediti Iva e le tempistiche di compensazione

Un altro aspetto cruciale, che interessa in particolare gli operatori in posizione creditoria nei confronti del fisco, riguarda la fruibilità del credito Iva maturato nell'anno d'imposta 2025. La normativa prevede che i crediti Iva annuali superiori alla soglia di cinquemila euro possano essere utilizzati per le compensazioni orizzontali in modello F24 già a partire dall'11 febbraio 2026. Per accedere a questa opportunità, che migliora la circolazione della cassa per le imprese, è necessario aver presentato la dichiarazione Iva 2026 entro il precedente 1° febbraio. Una tempistica stringente, dunque, che premia chi è in grado di predisporre con grande celerità i propri dati contabili, trasformando un credito di imposta in una risorsa liquida e immediatamente spendibile per estinguere altri tributi.

Le nuove scadenze per la Certificazione Unica

Parallelamente alle novità sul fronte Iva, il 2026 ridefinisce anche il calendario per la trasmissione delle Certificazioni Uniche, documenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche. Le scadenze, come precisato, subiscono una differenziazione in base alla tipologia di reddito certificato. Per i redditi di lavoro dipendente e quelli a essi assimilati, il termine è fissato al 16 marzo; per i redditi da lavoro autonomo abituale e da provvigioni, la data slitta al 30 aprile; infine, per i redditi esenti o non dichiarabili tramite il modello precompilato, si avrà tempo fino al 31 ottobre. Una distinzione che tiene conto della complessità delle diverse situazioni patrimoniali e che richiede ai sostituti d'imposta, tra i quali anche gli enti sportivi, una rigorosa programmazione. Per gli sportivi dilettantistici, ad esempio, che nell'anno d'imposta 2025 abbiano percepito compensi non superiori a quindicimila euro, vale la scadenza generale del 16 marzo 2026 per l'invio della CU all'Agenzia delle Entrate, salvo che i redditi rientrino in altre categorie con termini più lunghi.

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