Merlier, doppietta a Bergerac: "Volata sofferta, ho rischiato la caduta"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tim Merlier non ha dubbi: il suo Tour de France 2026 è già un successo. Dopo la doppietta consecutiva, con la vittoria di ieri e il bis oggi a Bergerac, il velocista belga della Soudal Quick-Step ha raccontato una volata molto più complicata di quanto mostrato dal risultato finale. Il classe 1992, che con questo successo sale a quota cinque affermazioni alla Grande Boucle, ha dovuto affrontare un finale ad alto rischio, descrivendo con dovizia di particolari le difficoltà incontrate negli ultimi metri decisivi.

La tensione dell'ultima curva

“Non mi è sembrato così facile. Ho dovuto lottare continuamente per mantenere la posizione”, ha spiegato Merlier ai microfoni di Eurosport, ripercorrendo i momenti clou della frazione di 180,4 chilometri da Périgueux a Bergerac. Il belga ha rivelato di aver rischiato seriamente di vedere compromessa la sua giornata a pochi metri dal traguardo: “Negli ultimi metri, poco prima dell’ultima curva, sono rimasto un po' chiuso e lì c'è stato quasi un incidente. In quel momento ho pensato che fosse finita”.

Invece, con una rimonta che ha dell'incredibile, è riuscito a rientrare sulle ruote dei migliori, sfruttando una velocità eccezionale per lanciare lo sprint definitivo, partendo da una posizione molto arretrata per superare tutti a tripla velocità.

Lo sforzo e il caldo

A rendere ancora più epica l'impresa, il grande caldo che ha caratterizzato la tappa di Bergerac, rendendo lo sforzo dei corridori davvero estenuante. Merlier ha confessato di aver dato tutto ciò che aveva, spingendo fino allo stremo le sue riserve energetiche: “Quando ho visto il traguardo, non avevo più nulla da dare. Con questo caldo è stato uno sforzo davvero durissimo”.

Il belga, che negli ultimi 50 metri non riusciva quasi più a spingere, ha trovato la forza di resistere fino alla fine, confermando la sua leadership nelle volate e lasciando sul posto avversari del calibro di Biniam Girmay e Olav Kooij, rispettivamente secondo e terzo, e un deludente Jasper Philipsen, solo quarto.

La strategia vincente

La vittoria di ieri a Bordeaux, come spesso accade per i velocisti, ha giocato un ruolo fondamentale nello sbloccare il morale di Merlier, dandogli la consapevolezza per ripetersi anche oggi. “Più o meno sì. Quando ne vinci una, puoi vincere anche la seconda. Sono davvero felice. Su tre tappe ne ho vinte due”, ha dichiarato il belga, che ha saputo sfruttare al meglio il lavoro della sua squadra.

Determinante è stato il contributo di Jasper Stuyven, che ha pilotato il suo capitano in un finale tortuoso, dopo aver ricucito il tentativo del fuggitivo solitario Liam Slock, ripreso dal gruppo a poco più di un chilometro dal traguardo. La rimonta di Merlier, partita quando la volata sembrava già scritta, è stata un capolavoro di potenza e tempismo, che gli ha permesso di piazzare un'accelerazione irresistibile negli ultimi 250 metri.

Un successo che vale una carriera

Per Merlier, questo bis rappresenta un traguardo importante, che va oltre la semplice vittoria di tappa. Raggiungere quota cinque affermazioni al Tour de France è un risultato che pochi corridori possono vantare nella storia della corsa, e il belga è pienamente consapevole del valore dell'impresa. “Per me il Tour de France è già riuscito”, ha affermato con soddisfazione, chiudendo ogni discorso sulla volata e proiettando lo sguardo sulla classifica a punti, dove ora si avvicina pericolosamente al leader Mads Pedersen.

La doppietta di Bergerac consacra Merlier come il vero re delle volate di questa edizione, mettendo in difficoltà anche i favoriti della vigilia e dimostrando che, quando si tratta di sprint, il margine di errore è minimo e la determinazione fa la differenza.

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