Patrick Zaki, tra polemiche e cambi di rotta
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Redazione Interno
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Patrick Zaki, un tempo ricercatore osannato in Italia e considerato un esempio di resistenza pacifica per la sua lotta contro la censura del regime egiziano del Presidente Abdel Fattah al-Sisi, è ora diventato un personaggio scomodo. Il motivo? Le sue critiche nei confronti di Israele.
Recentemente, Zaki ha scritto una lettera pubblicata in prima pagina da Repubblica. La lettera, che è stata tradotta in italiano (dato che Zaki non scrive in italiano), ha suscitato orrore in molti lettori. Tra questi, chi si chiede perché la diplomazia italiana e i contribuenti italiani abbiano difeso una persona che non riesce nemmeno a scrivere un articolo in italiano.
La polemica si è intensificata quando Zaki non è riuscito a placare le critiche con le sue "scuse". In particolare, le sue parole contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sono state difficili da dimenticare. Anche se ha cercato di rispondere alle critiche con una lettera a Repubblica, le sue "scuse" non sono state considerate un vero e proprio dietrofront.
Ora, sembra che anche i salotti della sinistra italiana stiano iniziando a prendere le distanze da Zaki. Prima era un eroe, ora è un personaggio scomodo da mettere a tacere e da nascondere perché critico nei confronti di Israele.




