Patrick Zaki e la sindrome del Cairo: tra polemiche e sostituzioni televisive
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Redazione Interno
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Patrick Zaki, un nome che ha fatto molto discutere negli ultimi tempi. Dopo essere stato detenuto nelle galere egiziane per quasi due anni, dal febbraio 2020 al dicembre 2021, per alcuni post su Facebook non graditi dal regime egiziano, Zaki è tornato alla ribalta per le sue dichiarazioni contro l'ex primo ministro israeliano Netanyahu, definito un "serial killer". Questa affermazione gli è costata la cancellazione di diversi eventi e il rinvio dell'ospitata nella puntata di esordio di "Che tempo che fa", condotto da Fabio Fazio.
Nonostante la crisi con Fazio sembri rientrata, gli attacchi del centrodestra a Zaki non si sono placati. L'ultima invettiva è arrivata non tramite una dichiarazione alle agenzie stampa o un post condiviso sui social, ma attraverso un'interrogazione della Lega a Meloni su Zaki, accusato di fomentare il terrorismo di cellule dormienti.
Ma la polemica non si ferma qui. Infatti, Zaki è stato sostituito da Liliana Segre nel salotto di Fabio Fazio, noto per il suo marcato pluralismo. Questo gesto sembra mandare un messaggio chiaro: chi critica Israele va ridotto al silenzio. Un messaggio che ha suscitato non poche polemiche e che continua a tenere alta l'attenzione sul caso di Patrick Zaki.




