L'Europa sceglie l'ibrido, ma a dicembre l'elettrico supera la benzina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato europeo dell'auto, dopo un percorso accidentato, ha chiuso il 2025 con un segno positivo, sebbene contenuto. Secondo i dati consolidati dall'Acea, l'associazione dei costruttori, nel corso dell'anno sono state immatricolate nell'Unione europea 13.271.270 vetture, un incremento del 2,4% rispetto all'anno precedente. Un risultato che, come sottolineato dall'Anfia, si allinea sostanzialmente alle previsioni degli addetti ai lavori, confermando una ripresa lenta e progressiva dopo un periodo di stasi. A trainare la domanda, in maniera piuttosto netta, si sono confermate le vetture ibride, le quali hanno saputo intercettare le esigenze di una clientela ancora incerta sulla transizione energetica ma sensibile ai temi della riduzione dei consumi e delle emissioni.

Il sorpasso simbolico a dicembre

Il dato forse più significativo, però, arriva dall'ultimo mese dell'anno. A dicembre 2025, infatti, le immatricolazioni di auto elettriche pure, quelle a batteria, hanno per la prima volta superato – seppur di un soffio – quelle delle auto a benzina tradizionali. Nello specifico, le prime hanno raggiunto una quota del 22,6% del mercato mensile Ue, contro il 22,5% delle seconde. Un sorpasso statisticamente marginale, che va letto considerando le dinamiche stagionali e le politiche incentivanti di fine anno in alcuni Paesi, ma comunque storico e indicativo di una direzione di marcia. Resta il fatto che, osservando l'intero arco dei dodici mesi, a dominare sono state le ibride, la cui crescita robusta ha di gran lunga superato quella delle altre alimentazioni.

Le performance dei costruttori e il caso Italia

Nel panorama dei costruttori, i dati aggregati rivelano dinamiche competitive in evoluzione. Stellantis, uno dei grandi gruppi continentali, ha registrato un calo delle immatricolazioni pari al 3,9% sull'anno, in controtendenza rispetto al mercato in lieve ripresa. Sul fronte delle elettriche pure, Tesla ha visto ridurre il proprio vantaggio, venendo raggiunta da Byd, costruttore cinese che continua la sua espansione in Europa con modelli competitivi. Parallelamente, l'Italia conferma la sua posizione di fanalino di coda nell'adozione delle vetture a zero emissioni, una situazione di stallo che la colloca lontana dalle medie europee nonostante i progressi, seppur lenti, di altre grandi nazioni come Francia e Germania.

La fotografia complessiva delle alimentazioni

Il quadro che emerge dall'analisi annuale è dunque chiaramente bipolare. Da un lato, la propulsione ibrida si è affermata come la soluzione di compromesso più gettonata, totalizzando – se si considerano anche Regno Unito e Paesi Efta – oltre 4,5 milioni di unità immatricolate. Dall'altro, l'elettrico puro avanza, con 2,58 milioni di vetture vendute in Europa occidentale e una crescita notevole del 29,7% sul 2024, pur restando al di sotto delle attese più ottimistiche. La sua penetrazione di mercato si è attestata al 19,5%, ossia una vettura nuova su cinque, un traguardo significativo che dimostra come la tecnologia stia uscendo dalla nicchia per entrare nel mainstream, pur con ritmi e velocità differenti a seconda delle regioni.

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