Rogo sul Monte Goi a Como, evacuate 50 persone: oltre cento vigili del fuoco e due canadair in azione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vasto incendio boschivo sta tenendo in scacco la città di Como e le sue immediate vicinanze, con le fiamme che dal pomeriggio di giovedì 13 agosto stanno divorando ampie porzioni del versante meridionale del Monte Goi, altura che si erge a circa 460 metri di altitudine proprio alle porte del capoluogo lariano, all'interno del parco regionale della Spina Verde.

La densa coltre di fumo, resa ancor più minacciosa dalla conformazione del territorio e dalla presenza di vegetazione secca, ha reso necessaria l'evacuazione precauzionale di circa 50 persone, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni nella tarda serata di ieri e nella notte, mentre l'aria intorno alle zone collinari si faceva irrespirabile e carica di particolato.

L'imponente macchina dei soccorsi: centinaia di operatori sul campo

Sul fronte dello spegnimento, la macchina dei soccorsi si è mobilitata senza sosta: circa 130 vigili del fuoco, con il supporto di 30 volontari della protezione civile, hanno operato per tutta la notte in condizioni di luce artificiale, perimetrando i fronti di fiamma più pericolosi e mettendo in sicurezza le abitazioni e le infrastrutture che punteggiano i pendii della collina.

Due canadair, i mezzi aerei antincendio per eccellenza, hanno effettuato ripetuti lanci di acqua e liquido ritardante nelle prime ore del pomeriggio di oggi, appena le condizioni di visibilità lo hanno permesso, mentre a terra restano operative oltre cento unità del Corpo nazionale, coadiuvate da autobotti e mezzi cingolati per raggiungere le aree più impervie e accidentate, dove il fuoco continua a trovare alimento tra gli alberi ad alto fusto e il sottobosco.

Le strade chiuse e i comuni minacciati dal vento

La viabilità nella zona ha subito pesanti restrizioni per garantire l'incolumità dei residenti e dei soccorritori: le vie Madruzza e Oltrecolle risultano al momento transennate, quest'ultima rappresentando un cruciale collegamento con la Strada Statale per Lecco, arteria fondamentale per gli spostamenti tra la città e la sponda orientale del lago.

A preoccupare non sono soltanto le fiamme in sé, quanto le conseguenze del vento che, sebbene in attenuazione rispetto alla serata di ieri, continua a spostare masse di cenere, foglie bruciate e materiale incandescente, generando nuovi focolai a distanza e minacciando non solo il centro cittadino di Como ma anche i vicini comuni rivieraschi di Cernobbio e Moltrasio, le cui amministrazioni hanno già attivato i propri centri operativi per monitorare l'evolversi della situazione.

Le operazioni di emergenza e il presidio dell'area abitata

Le immagini dell'elicottero dei vigili del fuoco, diffuse nelle ultime ore, mostrano con drammatica chiarezza la vicinanza delle fiamme ai centri abitati delle località di Albate e Lora, due frazioni del comune di Como dove le lingue di fuoco hanno lambito i giardini e le recinzioni di numerose palazzine, costringendo molte famiglie a mettersi in salvo con i pochi effetti personali trasportabili; a dare notizia dello stato di emergenza sono gli stessi carabinieri di Como, che in una nota ufficiale hanno confermato l'impegno dei propri militari sul posto non solo per il controllo dell'ordine

Pubblico e la viabilità, ma anche per fornire supporto logistico e assistenza alla popolazione sfollata, mentre le squadre di terra dei pompieri proseguono senza tregua nelle operazioni di spegnimento e contenimento di un rogo che, per intensità e vastità, rappresenta uno degli episodi più gravi degli ultimi anni sul territorio comasco.

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