Como, l’incendio sul Monte Goj si ridimensiona ma non è ancora domato: canadair ed elicotteri in azione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incendio che da giovedì pomeriggio sta interessando l’area del Monte Goj, nel territorio comunale di Como, ha subito durante la mattinata di oggi un significativo ridimensionamento grazie all’intervento coordinato di mezzi aerei e squadre a terra. I canadair, due velivoli anfibi di cui uno proveniente dalla base di Olbia, hanno effettuato ripetuti lanci di acqua pescata direttamente dal lago, concentrandosi sui fronti più attivi e riuscendo a rallentare l’avanzata delle fiamme che, spinte dal vento, avevano minacciato le frazioni di Albate e Lora.

Gli elicotteri, dal canto loro, hanno integrato l’azione dei mezzi più grandi, operando con precisione sui punti critici dove il fumo risultava più denso e la vegetazione più secca.

Le operazioni di spegnimento e il pericolo per le abitazioni

Le fiamme, alimentate da una vegetazione resa infiammabile dalla prolungata assenza di piogge e da raffiche di vento che hanno cambiato direzione più volte, sono arrivate a lambire i giardini di alcune case sparse sul versante collinare, costringendo le autorità comunali a disporre evacuazioni preventive per diverse decine di residenti.

Gli abitanti delle zone più esposte sono stati accompagnati in luoghi sicuri già nella serata di ieri, mentre i Vigili del Fuoco, rinforzati da squadre giunte da altre province lombarde e piemontesi, hanno lavorato senza sosta per creare fasce tagliafuoco e impedire che il rogo si estendesse verso il centro abitato di Como, da cui il pennacchio di fumo è stato visibile per tutta la giornata di giovedì e fino a tarda notte.

Il miglioramento della situazione e i focolai ancora attivi

Nel pomeriggio di venerdì la situazione è stata ufficialmente classificata come sotto controllo dai tecnici del servizio antincendio boschivo, sebbene permangano ancora alcuni focolai residui in zone impervie e di difficile accesso. I canadair, che hanno proseguito le operazioni di lancio anche nelle ore centrali della giornata, hanno dovuto interrompere brevemente i voli a causa di un temporaneo peggioramento delle condizioni meteorologiche, salvo poi riprendere l’attività non appena il vento si è attenuato.

L’odore acre del bruciato, intanto, ha raggiunto anche la città di Varese e diversi comuni della provincia, con la colonna di fumo che si è dispersa solo parzialmente, lasciando nell’aria una densa patina grigiastra segnalata dai residenti attraverso numerose chiamate ai centralini dei vigili del fuoco.

L’impegno dei soccorritori e le difficoltà operative

Le operazioni di spegnimento hanno richiesto un imponente dispiegamento di risorse, con gli elicotteri che hanno effettuato decine di viaggi tra il lago di Como e il fronte dell’incendio, sollevando polveri e cenere che hanno reso la visibilità precaria per i piloti. I Vigili del Fuoco, coadiuvati dai volontari della protezione civile e da personale del Corpo forestale, hanno dovuto affrontare non solo le fiamme ma anche il terreno acclive e scivoloso, che ha complicato l’avvicinamento ai punti caldi.

Nonostante queste difficoltà, il lavoro sinergico tra i mezzi aerei e le squadre a terra ha permesso di contenere il rogo entro un perimetro più ristretto rispetto a quello iniziale, scongiurando il peggior scenario che avrebbe potuto coinvolgere le infrastrutture viarie e gli impianti tecnologici presenti nella zona collinare.

Le ripercussioni ambientali e le verifiche in corso

L’area boschiva percorsa dal fuoco, che si estende per diverse decine di ettari, ha subito danni ingenti alla flora e alla fauna locale, con essenze arboree di pregio e sottobosco ridotti in cenere in poche ore. Gli agenti del nucleo investigativo provinciale stanno conducendo i primi sopralluoghi per accertare la natura dell’incendio e stabilire se sia scaturito da cause naturali, come un fulmine o l’autocombustione della lettiera vegetale, oppure riconducibile a un atto doloso o colposo.

I rilievi, ancora in fase preliminare, si concentrano sui punti in cui le fiamme hanno avuto origine, mentre i tecnici dell’Arpa hanno avviato il monitoraggio della qualità dell’aria per valutare le concentrazioni di polveri sottili e sostanze tossiche rilasciate dalla combustione.

L’evacuazione e le misure di sicurezza adottate

Le famiglie evacuate nella serata di ieri, circa una ventina tra quelle residenti nelle vie più vicine al crinale del Monte Goj, hanno ricevuto assistenza dal comune di Como, che ha attivato un centro di accoglienza presso una struttura sportiva della città. I rientri nelle abitazioni, al momento, sono stati disposti solo per gli immobili più distanti dal fronte attivo, mentre per le case direttamente affacciate sulla zona interessata dalle fiamme resta in vigore l’ordinanza di sgombero, che sarà revocata solo quando i vigili del fuoco avranno dichiarato la completa bonifica dell’area.

Nel frattempo, i residenti che sono rimasti nelle proprie abitazioni sono stati invitati a tenere porte e finestre chiuse e a limitare gli spostamenti all’aperto, per evitare l’inalazione del fumo che ancora aleggia nell’aria tra le colline comasche.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.