Addetti all’ufficio del processo, il Cdm approva la proroga: si attende la stabilizzazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri, riunito nel pomeriggio a Palazzo Chigi, ha dato il via libera al decreto-legge che proroga il contratto di 1.257 addetti all’Ufficio per il processo. La scadenza, fissata inizialmente al 30 settembre, è stata spostata al 31 gennaio 2027. Lo ha annunciato il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, durante la conferenza stampa seguita alla riunione, spiegando che il provvedimento è stato presentato dal ministro Carlo Nordio.

La portata del provvedimento

La proroga riguarda le unità assegnate alle cosiddette sezioni stralcio, quelle strutture create per smaltire l’arretrato giudiziario più risalente. «Non potevamo correre il rischio di perdere queste professionalità e non raggiungere gli obiettivi che con quel primo intervento avevamo indubbiamente previsto», ha dichiarato Sisto, secondo cui la prosecuzione dei contratti si inserisce in un quadro più ampio di mantenimento degli standard di rendimento che hanno consentito all’Italia di ottenere il via libera della Commissione europea sugli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il percorso verso la stabilizzazione

Il decreto-legge anticipa una stabilizzazione che il Ministero della Giustizia intende finanziare con la prossima legge di Bilancio. Nel corso della primavera sono state già espletate le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 9.300 lavoratori precari della giustizia, tra addetti all’Ufficio per il processo e profili tecnici e amministrativi. Le 1.257 unità destinatarie della proroga erano rimaste escluse da quel contingente.

L’Ufficio per il processo, introdotto nell’ordinamento italiano con l’articolo 16-octies del decreto-legge 179 del 2012, è uno staff di supporto ai giudici nato per agevolarne il lavoro e contribuire alla riduzione dell’arretrato; il Pnrr lo ha rilanciato come strumento centrale per accelerare i tempi della giustizia, prevedendo il reclutamento a tempo determinato di un contingente massimo di 16.500 addetti.

Le altre norme del decreto

Il testo approvato dal Consiglio dei ministri non si limita alla proroga del personale Pnrr. Contiene infatti una seconda disposizione che modifica il percorso di formazione dei magistrati ordinari: il tirocinio si svolgerà per due mesi anche presso le corti d’appello. Una terza norma, infine, interviene sui minorenni vicini ad associazioni mafiose, estendendo alle procure antimafia e antiterrorismo il potere di vigilanza e coordinamento anche nei loro confronti, in raccordo con le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni.

Il decreto-legge, che reca il titolo «Misure urgenti in materia di giustizia», dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro i termini previsti dall’articolo 77 della Costituzione.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.