Volvo scommette su ibrido ed elettrico: XC90 ed EX90 guidano la transizione svedese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
La casa automobilistica svedese Volvo, mentre l’amministrazione di Donald Trump a Washington orienta le sue politiche industriali, continua a perseguire con determinazione la sua via elettrificata, affiancando all’iconica XC90, rinnovata e potenziata, la nuova ammiraglia completamente a batteria EX90. Questa duplice strategia, che non rinuncia alla tradizione ma guarda con decisione al futuro, dimostra come il costruttore punti a coprire un ampio spettro di esigenze nella fascia premium, dove la richiesta di sostenibilità si mescola ormai indissolubilmente con il desiderio di prestazioni elevate e massimo comfort. La scelta di aggiornare profondamente un modello storico come lo XC90, infatti, va letta come una precisa risposta a un mercato che, in alcune aree geografiche, mostra ancora una certa ritrosia verso la pura elettrificazione, offrendo una soluzione ibrida plug-in di grande maturità.
XC90, l'ibrida plug-in che non tradisce le origini
Il grande SUV a sette posti, che da anni rappresenta un punto di riferimento per famiglie esigenti, si presenta ora con un pacchetto tecnologico ampliato e una motorizzazione ibrida che, con i suoi 455 cavalli, garantisce prestazioni che pochi oserebbero definire semplicemente adeguate. L’autonomia in modalità elettrica, attestata intorno ai 70 chilometri, consente di coprire la maggior parte degli spostamenti quotidiani senza consumare una goccia di benzina, mentre la potenza complessiva del sistema permette di affrontare lunghi viaggi o sorpassi con una sicurezza e una prontezza tipiche di vetture sportive. Lo spazio a bordo, che rimane una delle sue caratteristiche distintive, è arricchito da materiali di pregio e da una insonorizzazione che isola quasi completamente l’abitacolo dal rumore esterno, creando un’oasi di silenzio che pochi concorrenti riescono a eguagliare.
EX90, la sfida elettrica nel segno della tecnologia
Dall’altra parte, la Volvo EX90 incarna la visione più avanzata del costruttore, proponendosi non semplicemente come un’auto elettrica ma come un concentrato di innovazione dove sostenibilità, intesa anche nell’uso di materiali riciclati, e tecnologia di assistenza alla guida trovano una sintesi ambiziosa. I lunghi test su strada, che hanno spaziato dalle veloci autostrade alle più tortuose strade di montagna, ne hanno evidenziato il carattere duale: capace di regalare progressi fluidi e silenziosi in contesti rilassati, ma anche di scattare con decisione quando la strada lo richiede, gestendo con apparente nonchalanza la sua imponente mole. Il comportamento dinamico, seppur inevitabilmente condizionato dal notevole peso delle batterie, è stato calibrato per offrire stabilità e una guida piacevole, privilegiando il comfort degli occupanti senza sacrificare del tutto il piacere di chi siede al volante.
Due filosofie per un unico obiettivo premium
Quello che emerge dal confronto tra i due modelli è una filosofia produttiva chiara, dove l’evoluzione graduale e la rivoluzione tecnologica procedono di pari passo. Se la XC90 rappresenta il culmine di un’era, perfezionando una formula di successo basata sulla versatilità e su un lusso discreto, la EX90 disegna i contorni di quella successiva, fondando il proprio prestigio sull’efficienza e sulla connettività. Entrambe, tuttavia, condividono quell’approccio scandinavo al design e alla fruizione dell’auto, che mette al centro la sicurezza, il benessere e una certa essenzialità di forme, rifiutando eccessi stilistici in favore di una eleganza funzionale. L’offerta della casa si completa così, offrendo ai clienti la possibilità di scegliere tra due interpretazioni differenti, ma ugualmente convincenti, di ciò che un SUV di lusso possa significare oggi.




