Bomba sotto l'auto di Sigfrido Ranucci, il giornalista: «Forse non è una coincidenza»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella serata di giovedì, due esplosioni in rapida successione hanno squarciato il silenzio di Campo Ascolano, una località di Pomezia alle porte di Roma, distruggendo completamente le automobili di Sigfrido Ranucci, noto giornalista d'inchiesta e conduttore di Report, e quella di sua figlia, parcheggiate l'una accanto all'altra davanti all'abitazione di famiglia. La deflagrazione, di potenza tale da aver danneggiato anche l'abitazione vicina e da far tremare le mura della casa, ha immediatamente richiamato sul posto i vigili del fuoco, i carabinieri, la Digos e la polizia scientifica, mentre la Procura competente ha avviato le indagini e il Prefetto è stato informato dell'accaduto. Un post pubblicato sul profilo sociale della trasmissione, che ha diffuso la notizia, non ha lasciato spazio a interpretazioni circa la pericolosità dell'ordigno, definendolo in grado di uccidere chiunque si fosse trovato a transitare in quel preciso momento.

Il sospetto di un nesso con le inchieste

A poche ore dall'attentato, lo stesso Sigfrido Ranucci ha espresso pubblicamente, in un'intervista al Corriere, la sua convinzione che l'episodio potrebbe non essere affatto casuale. «Potrebbe non essere una coincidenza il fatto che pochi giorni fa ho annunciato i temi delle nuove inchieste di Report», ha dichiarato il giornalista, lasciando intendere un possibile legame tra la bomba piazzata sotto la sua vettura e i contenuti, ancora tutti da svelare, della prossima stagione del programma. Una connessione, questa, che getta una luce sinistra su un gesto che va ben oltre l'intimidazione, configurandosi come un attacco diretto alla persona e, più in generale, al lavoro di chi fa informazione scomoda.

La reazione del programma e il contesto

La trasmissione Report, che ha annunciato il suo ritorno in onda per il 26 ottobre, ha condiviso sui propri canali un video che ritrae i rottami fumanti delle due vetture, un'immagine cruda che testimonia la violenza dell'esplosione. Le fiamme, divampate subito dopo lo scoppio, hanno avvolto le automobili rendendole irriconoscibili, in una scena di devastazione che ha naturalmente allarmato l'intera zona. L'episodio, per il quale non si esclude alcuna pista investigativa, si inserisce in un clima di tensione che spesso accompagna il lavoro dei giornalisti dediti a indagare su affari opachi e su circuiti di potere.

Le indagini in corso

Sul caso, come prevedibile, è calato il massimo riserbo da parte delle forze dell'ordine, le quali stanno vagliando ogni possibile elemento utile a ricostruire la dinamica e a identificare i responsabili. Gli investigatori, mentre analizzano i reperti raccolti dalla scientifica sul luogo dell'attentato, sono al lavoro per ricostruire le ore che hanno preceduto l'esplosione e per accertare le movenze di chi ha piazzato l'ordigno. La dichiarazione di Ranucci, che lega l'accaduto ai futuri servizi del suo programma, rappresenta senza dubbio un filone d'inchiesta prioritario, sebbene non si trascuri alcun altro movente potenziale in un'indagine così delicata e complessa.

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