Le Borse reagiscono ai dazi con un rimbalzo, ma l’incertezza resta
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Redazione Esteri
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Alla vigilia dell’entrata in vigore dei nuovi dazi reciproci tra Stati Uniti e altri Paesi, previsti per il 9 aprile con aliquote minime del 10%, i mercati finanziari hanno interrotto, almeno temporaneamente, la serie di perdite che li aveva caratterizzati nelle ultime tre sedute. Nonostante l’assenza di segnali ufficiali di ripensamento da parte della Casa Bianca – con Donald Trump che si è limitato a evocare una possibile «telefonata» dalla Cina per sbloccare i negoziati –, gli indici principali hanno registrato un’inversione di tendenza, seppure in un contesto ancora dominato da volatilità e diffidenza.
In Europa, le piazze finanziarie hanno chiuso in netto rialzo, con incrementi superiori al 2%, dopo aver toccato nei giorni scorsi i livelli più bassi degli ultimi cinque anni. Milano, in particolare, ha guadagnato il 2,44%, riportandosi sopra la soglia psicologica dei 34.000 punti, mentre Francoforte e Parigi hanno seguito lo stesso andamento, rispettivamente con +2,93% e +2,50%. A trainare il Ftse Mib è stato soprattutto il settore industriale, con Leonardo in testa (+7,4%), mentre il cambio euro-dollaro, dopo le fluttuazioni delle ultime ore, si è stabilizzato a 1,0918.
La ripresa, per quanto significativa, non cancella le preoccupazioni legate alle tensioni commerciali. L’amministrazione statunitense ha mostrato una parziale apertura al dialogo, come dimostra l’avvio di consultazioni con il Giappone, ma la mancanza di un accordo con Pechino continua a pesare sugli scenari futuri. Intanto, Wall Street ha replicato l’ottimismo dei listini europei, con un rimbalzo che ha compensato in parte le perdite accumulate nelle sessioni precedenti.




