Putin condanna l’attacco Usa all’Iran: «Aggressione ingiustificata». Trump contro Medvedev sulla questione nucleare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Vladimir Putin ha definito «un’aggressione ingiustificata» il recente attacco statunitense contro l’Iran, assicurando il sostegno della Russia «al popolo iraniano». Durante l’incontro a Mosca con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente russo ha parlato di relazioni «solide e durature» tra i due Paesi, senza però esprimere un esplicito sostegno al regime. Si è limitato a inviare auguri al neopresidente Masoud Pezeshkian e alla Guida Suprema Ali Khamenei, in un messaggio che sembra calibrato per evitare un’escalation verbale diretta con Washington.
La posizione del Cremlino è stata ribadita anche dal vice ministro degli Esteri Sergey Ryabkov, intervenuto all’11° Forum scientifico ed esperto internazionale “Letture Primakov”. Ryabkov ha criticato le politiche degli Stati Uniti, sottolineando come Mosca sia «preoccupata» per gli attacchi a strutture nucleari iraniane, soprattutto perché Washington, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, «dovrebbe agire con maggiore responsabilità». Le sue parole riflettono una linea diplomatica che, pur riconoscendo alcuni progressi nei rapporti bilaterali, evidenzia tensioni ancora irrisolte.
Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha replicato alle dichiarazioni di Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, che in un post su Telegram aveva sostenuto che l’Iran avrebbe accelerato la produzione di armi nucleari dopo i raid americani. Trump, in un tono sarcastico, ha risposto sulla sua piattaforma Truth: «L’ex presidente russo Medvedev ha usato veramente la “parola con la N” (nucleare!), affermando che lui e altri Paesi avrebbero fornito testate all’Iran? L’ha detto davvero o è solo frutto della mia immaginazione?». Il riferimento ironico alla «parola con la N» è una chiara provocazione, volta a sminuire le parole di Medvedev, accusato di aver trattato con superficialità un tema di tale gravità.
Il battibecco tra Trump e Medvedev – che in passato è stato sia presidente sia premier della Russia – si inserisce in un contesto già teso, dopo che gli Stati Uniti hanno colpito diversi impianti nucleari iraniani, tra cui quelli di Fordow, Natanz e Isfahan. Medvedev aveva minimizzato i danni, sostenendo che Teheran avrebbe comunque proseguito l’arricchimento dell’uranio, ma le sue affermazioni sulla «produzione di armi nucleari» hanno scatenato la reazione del tycoon americano.




