Caivano, la preside Carfora condannata per l'esclusione di un supplente dalle graduatorie
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Redazione Interno
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Una sentenza, divenuta ormai definitiva dopo che i termini per il ricorso sono scaduti, ha stabilito che Eugenia Carfora, la dirigente scolastica dell’istituto tecnico superiore “Francesco Morano” di Caivano la cui vicenda umana e professionale è stata recentemente portata sullo schermo, dovrà risarcire con sedicimila euro un insegnante precario che aveva escluso dalle graduatorie provinciali per le supplenze. La motivazione dell’esclusione, giudicata infondata dal giudice, risiedeva nella mancata presentazione della pergamena originale del titolo di studio, sostituita dall’interessato con una denuncia di smarrimento in attesa del duplicato. Il docente, un ingegnere di Aversa che con un punteggio di tutto rispetto si apprestava a vedere interrotto, almeno temporaneamente, il proprio periodo di precariato, si è visto così precludere l’accesso a un incarico di supplenza per una scelta della preside definita nel dispositivo giudiziario come dettata da “superficialità”.
Il caso e le motivazioni della condanna
La vicenda, che segue altre di analogo tenore nelle aule dei tribunali amministrativi, sottolinea come i dirigenti scolastici, sebbene dotati di autonomia, debbano esercitare con estrema cautela il potere di escludere candidati dalle graduatorie, verificando scrupolosamente la sussistenza dei requisiti. Nel caso specifico, la mancata esibizione del documento originale – sostituito da un atto ufficiale di denuncia – non costituiva, secondo l’interpretazione del giudice, una valida ragione per l’esclusione, trattandosi di una mera formalità amministrativa cui si poteva ovviare. La condanna, quantificata nell’equivalente di dieci stipendi, rappresenta un monito per il mondo della scuola, dove la gestione del precariato, già di per sé complessa, deve sempre bilanciare le esigenze di celerità e trasparenza con il rispetto dei diritti dei lavoratori, i quali, come dimostrato, sono sempre più propensi a tutelarsi attraverso vie legali quando ritengono di aver subito un torto.
Il contesto giudiziario e gli effetti pratici




