Ucraina, l'ex ambasciatrice a Washington Olha Stefanishyna sotto inchiesta per arricchimento illecito
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Redazione Esteri
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L'ex ambasciatrice dell'Ucraina negli Stati Uniti, Olha Stefanishyna, è ufficialmente al centro di un'indagine per corruzione che ha portato all'emissione di un avviso di garanzia da parte della procura speciale. La notizia arriva a soli due giorni dalla sua destituzione, avvenuta il 3 agosto per decreto del presidente Volodymyr Zelensky, e getta una luce sinistra sulle ragioni che potrebbero aver accelerato la fine del suo incarico a Washington.
L'udienza per decidere le misure cautelari a suo carico si è tenuta a porte chiuse mercoledì 5 agosto dinanzi all'Alta Corte anticorruzione ucraina, segnando un nuovo, delicato capitolo della travagliata carriera politica della Stefanishyna.
Le accuse di arricchimento illecito e l'avviso di garanzia
Secondo quanto riferito dall'emittente pubblica ucraina Suspilne, l'Autorità nazionale anticorruzione (NABU) e l'Ufficio del Procuratore specializzato anticorruzione (SAPO) hanno notificato a Stefanishyna un avviso di garanzia il 5 agosto, contestandole gravi violazioni della legge sulla dichiarazione dei redditi. Nel dettaglio, l'ex ambasciatrice è accusata di non aver dichiarato la proprietà di due appartamenti e diverse somme di denaro utilizzate per coprire spese personali, tra cui lavori di ristrutturazione, biglietti aerei, cure mediche per la madre e l'affitto di un altro immobile.
Il procuratore del SAPO ha inoltre evidenziato come Stefanishyna non avrebbe dichiarato l'utilizzo di un'auto di lusso, una Mercedes, intestata a una sua collaboratrice, e ha sottolineato come le sue spese complessive superassero di gran lunga i suoi redditi e risparmi dichiarati.
La difesa dell'ex ambasciatrice e il contesto giudiziario
Olha Stefanishyna ha risposto alle accuse con una dichiarazione pubblicata sul suo profilo Facebook, nella quale ha affermato di affrontare l'indagine "con calma e senza emozioni inutili", ribadendo che "qualsiasi atto procedurale fa parte del lavoro legittimo del sistema delle forze dell'ordine e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza".
La diplomatica ha inoltre sostenuto di aver già affrontato pubblicamente molte delle questioni sollevate dai media, in particolare quelle relative al patrimonio immobiliare, e di aver fornito ai giornalisti tutta la documentazione necessaria per dimostrare la regolarità della sua posizione. "L'onere di provare le accuse spetta a chi le formula", ha scritto, dichiarandosi certa di poter difendere la propria posizione nel rispetto della legge.
La sua rimozione dall'incarico, giustificata ufficialmente con "motivi personali", era stata ampiamente anticipata dalla stampa investigativa ucraina, che già a metà luglio aveva messo in relazione le sue imminenti dimissioni con le indagini patrimoniali in corso.
Un passato di inchieste e un rimpasto di governo cruciale
L'attuale procedimento giudiziario si inserisce in un contesto politico già fortemente segnato da scandali e rimpasti che hanno scosso il governo di Kiev nelle ultime settimane. La nomina di Stefanishyna ad ambasciatrice a Washington, avvenuta il 27 agosto 2025, era stata preceduta dalla sua rimozione dall'incarico di ministro della Giustizia e vice primo ministro per l'Integrazione Europea, a causa di uno scandalo legato agli affidamenti dei beni confiscati gestiti dall'agenzia ARMA.
Un'inchiesta giornalistica aveva sollevato dubbi sulla regolarità delle gare d'appalto vinte da un consorzio legato al suo ex marito, mentre un'altra vicenda giudiziaria, il cosiddetto "caso Lukaš" risalente al 2013, la vede ancora imputata per abuso d'ufficio in un appalto di circa 300 mila dollari per uno studio sulla legislazione europea. La sua uscita di scena è stata interpretata come il fattore scatenante di un più ampio rimpasto di governo, che ha portato alla rimozione della premier Yuliia Svyrydenko, indicata come sua possibile successore a Washington, e di altri ministri chiave.
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