Prince of Persia, il fantasma del remake: spunta in rete un gameplay di “Le Sabbie del Tempo” cancellato
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’eco di un progetto fantasma, quello che doveva essere il ritorno sul mercato di una delle IP più amate degli anni Duemila, torna improvvisamente a farsi sentire. A distanza di mesi dalla cancellazione ufficiale del tanto atteso remake di “Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo” – decisione che aveva lasciato l’industria senza fiato, nonostante il clima di austerity che aleggiava nei corridoi di Ubisoft – ecco che una finestra sul passato si riapre grazie a una breve clip di gameplay. A gettare questo sasso nello stagno, interrompendo il silenzio che avvolge ormai da tempo il titolo, è stato Chandra Kouns, una figura professionale che aveva avuto un ruolo attivo all’interno del team di sviluppo; lui stesso ha pubblicato in rete un filmato brevissimo, quasi un assaggio, che ci mostra il principe nel bel mezzo di quelle che, evidentemente, dovevano essere le meccaniche ludiche dell’opera.
Nel dettaglio, le immagini – che scorrono per pochi secondi, sufficienti però a innescare il dibattito tra gli appassionati – ritraggono il protagonista in due frangenti distinti ma emblematici. Da un lato lo si vede impegnato in una sequenza di combattimento serrata, dove il principe non è solo ma affiancato da Farah: la scena è ambientata all’interno di una biblioteca, uno scenario classico per la saga, e mette in luce la volontà dei programmatori di ricreare quella sinergia tra i personaggi che aveva decretato il successo dell’originale. Dall’altro lato, la clip ci mostra una sezione prettamente platform, in cui il nostro eroe è costretto a superare ostacoli ambientali affidandosi a salti tra pareti; non manca, in questa frazione di secondo, una rapida occhiata alla meccanica del celebre “wall running”, elemento iconico della serie che, a quanto pare, era stato riproposto in maniera quasi pedissequa rispetto al passato.
L’attenzione, in questo frangente, non si concentra tanto sulla qualità tecnica di quanto mostrato – sebbene sia inevitabile notare alcune criticità legate alla rifinitura grafica, difetti che probabilmente hanno giocato un ruolo determinante nella scelta finale dei vertici aziendali – quanto sulla conferma che l’impianto ludico del gioco fosse già strutturato e funzionante. Ci troviamo di fronte a una sorta di reperto archeologico digitale, un “what if” che testimonia quanto lavoro fosse stato effettivamente completato prima dello stop definitivo. Se consideriamo che indiscrezioni di stampa e voci di corridoio davano il progetto a uno stato di completamento prossimo al novantanove per cento, questo breve filmato assume i contorni di una beffa silenziosa: un gioco quasi pronto, accantonato perché ritenuto non all’altezza degli standard qualitativi che Ubisoft Montreal (subentrata nella produzione dopo un travagliato cambio di consegne dagli studi indiani) voleva garantire ai fan.
La genesi tormentata di un addio annunciato
Per comprendere appieno il peso di questa fuga di notizie, occorre riavvolgere il nastro e ripercorrere la storia travagliata del remake. Annunciato con grande clamore nel settembre del 2020, il progetto si era subito scontrato con una realtà fatta di critiche feroci da parte del pubblico, il quale non aveva perdonato l’aspetto tecnico ritenuto obsoleto fin dai primi screenshot. Era stato un avvio difficile, un incidente di percorso che aveva costretto il publisher a ritirare il gioco nel cassetto, affidandolo prima a nuove mani e poi a un destino di continui rinvii. La speranza, per i giocatori, era che il tempo extra conceduto agli sviluppatori potesse trasformare quella promessa in un prodotto all’altezza del nome che portava. Invece, ciò che è accaduto all’inizio di quest’anno è stata la doccia fredda: la cancellazione secca, giustificata con una nota ufficiale in cui si parlava di un livello di qualità non raggiunto.
C’è da dire, e la visione di questo spezzone lo conferma, che la struttura del gioco non era certo il problema. Il materiale diffuso da Kouns ci restituisce l’immagine di un’operazione che rispettava religiosamente la fonte originale, quell’avventura del 2003 che aveva rivoluzionato il genere action-adventure. Le sequenze platform, i combattimenti, la presenza della principessa: tutto sembrava al posto giusto. Eppure, non è bastato. La dirigenza, forse spaventata dall’investimento economico necessario per limare gli ultimi difetti o forse semplicemente disillusa dal potenziale commerciale dell’operazione, ha preferito tirare il freno a mano, cancellando di fatto anni di lavoro. Questo breve video diventa quindi l’ultimo testamento di un’ambizione naufragata, un addio che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca a chi sperava di rivivere le atmosfere della Persia.
Tra fughe di notizie e segreti di bottega
La vicenda, a ben vedere, solleva interrogativi anche sul modus operandi di chi ha custodito questo materiale. Perché Chandra Kouns ha deciso, proprio ora, di condividere queste immagini? Difficile dirlo con certezza, ma è probabile che, caduto il vincolo della non divulgazione dopo la chiusura del progetto, l’autore abbia voluto lasciare una traccia concreta del proprio lavoro, una firma digitale su un’opera che non vedrà mai la luce sugli scaffali dei negozi. Non è la prima volta, del resto, che dettagli inediti del gioco trapelano in rete; già in passato erano emerse immagini di concept art e persino stralci di una presentazione interna, puntualmente rimossi dalla casa madre tramite vertenze sul copyright. Stavolta, però, il video sembra destinato a rimanere, un piccolo, modesto trofeo per i collezionisti di rarità videoludiche.
Certo, per gli appassionati della prima ora che avevano inseguito questa riedizione per anni, passando dall’entusiasmo iniziale alla rassegnazione finale, la visione di questi fotogrammi ha un che di spettrale. Si ha l’impressione di sbirciare da una serratura, osservando un mondo parallelo in cui il ritorno del principe era realtà. Le animazioni, sebbene acerbe, mostravano una certa cura nella riproposizione dei movimenti acrobatici, mentre l’ambientazione della biblioteca restituiva perfettamente quel clima da fiaba orientale che aveva incantato un’intera generazione. Non ci resta, dunque, che prenderne atto: il remake de “Le Sabbie del Tempo” esiste, è stato quasi completato, e ora vive solo in questi frammenti sparsi per il web, testimonianza silenziosa di un’occasione perduta per il panorama videoludico contemporaneo.




