Banda ultralarga, il piano nelle aree bianche avanza ma i nodi restano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La corsa alla fibra ottica nelle cosiddette aree bianche del Paese, quelle non appetibili per gli investimenti privati, procede a rilento e con diverse criticità, come evidenziato dalla recente delibera 71/2025 della Corte dei Conti. L'organo di controllo, nel fare il punto sullo stato di attuazione del Piano Banda Ultralarga, pilastro della digitalizzazione nazionale, ha delineato un quadro in cui i progressi sono tangibili ma il traguardo finale appare ancora distante, sollecitando una gestione più efficace e tempestiva delle risorse pubblegate.

Le criticità segnalate dalla Corte dei Conti

La delibera, esaminando l'operato di Infratel Italia e di Open Fiber, ha messo in luce una serie di elementi che rallentano la piena realizzazione dell'infrastruttura. Tra questi, emergono con particolare evidenza le difficoltà nelle procedure di appalto, gli intoppi amministrativi e le complessità tecniche legate alla posa delle reti in territori spesso impervi. La Corte, strattonando le società coinvolte, ha sottolineato la necessità di una maggiore celerità esecutiva e di un monitoraggio più stringente, affinché gli ingenti finanziamenti stanziati non si disperdano in inefficienze, ma producano concretamente i benefici attesi per cittadini e imprese.

Uno strumento inedito per i cittadini

In questo contesto, assume un valore particolare la pubblicazione, da parte di Infratel Italia, di una nuova mappa interattiva nata dalla mappatura delle reti fisse del 2025. Questo strumento, consultabile online, permette finalmente di avere una visione chiara, civico per civico, delle previsioni di copertura. L'utente può verificare se la propria abitazione rientra nei piani FTTH (Fibra fino a casa) o FWA (wireless a banda larga) di un operatore privato entro il 2028, oppure se è compresa nel piano pubblico BUL o nell'iniziativa Italia 1 Giga. La mappa, seppure con qualche approssimazione nella geolocalizzazione, rappresenta un passo avanti verso la trasparenza, aiutando a orientarsi in un panorama che è stato a lungo nebuloso.

Il quadro tra pubblico e privato

La fotografia complessiva che ne risulta mostra un'Italia divisa in categorie di civici, ciascuna con un destino digitale differente. Da una parte ci sono quelli già nelle mire degli investitori commerciali, destinati a ricevere la connessione più performante; dall'altra, quelli affidati al piano pubblico, che garantirà una copertura, sebbene con tecnologie e tempi disomogenei. Rimane, sullo sfondo, l'interrogativo su quelle zone che, non rientrando in alcuna di queste categorie, rischiano di rimanere ulteriormente indietro nel processo di transizione digitale, acuendo quel divario che il Piano stesso si proponeva di colmare.

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