FiberCop vince il bando per la fibra nei "buchi neri" ma 1,27 milioni di case restano scoperte

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Se vivete in una di quelle zone dove la fibra ottica sembra non voler arrivare, questa storia potrebbe riguardarvi da vicino, anche se non nel modo che sperereste. FiberCop, la società che gestisce l'infrastruttura di rete digitale più capillare d'Italia, si è aggiudicata l'intero Fondo Nazionale Connettività, il bando pubblico pensato appositamente per portare la connessione ultraveloce in quelle abitazioni che erano rimaste escluse dai piani di copertura precedenti.

Il problema, però, è che l'operazione non riguarderà tutti gli esclusi di oggi: un numero consistente di civici, circa 1,27 milioni per la precisione, resterà ancora una volta fuori dai giochi.

I numeri del bando e la partita dei lotti

Il quadro di partenza è quello tracciato dalle mappature di Infratel, la società pubblica controllata da Invitalia che si occupa di monitorare lo stato della connettività sul territorio nazionale. Secondo queste rilevazioni, effettuate negli scorsi mesi, sono circa 1,75 milioni i civici senza alcuna previsione di copertura in fibra FTTH entro il 2028. Per tamponare questa falla, il governo ha stanziato 712,5 milioni di euro nell'ambito del Fondo Nazionale Connettività, un intervento mirato a coprire le aree che i piani ordinari e il PNRR non sono riusciti a raggiungere.

Il territorio nazionale è stato suddiviso in sette lotti, messi a bando ad aprile da Invitalia, l'agenzia nazionale per lo sviluppo che ha agito come stazione appaltante. La procedura competitiva, però, ha avuto un esito a dir poco singolare: FiberCop si è presentata come unica offerente, risultando di fatto l'unica azienda a presentare un'offerta per l'intera gara. Questo ha determinato l'assegnazione dei 712,5 milioni di euro di contributi pubblici, ma ha anche posto un limite oggettivo all'operazione, con una copertura che si fermerà a poco più di 477mila civici.

L'impegno di FiberCop e il nodo degli esclusi

L'azienda guidata da Massimo Sarmi, che gestisce circa 27 milioni di chilometri di fibra posati su tutto il territorio nazionale, ha già in cantiere un piano di investimenti che, dalla seconda metà del 2024 al primo trimestre del 2025, ha superato 1,8 miliardi di euro. L'obiettivo dichiarato è raggiungere oltre 20 milioni di unità immobiliari entro la fine del 2027, ma la partita del Fondo Nazionale Connettività, da sola, non sarà in grado di sanare tutte le disparità territoriali.

L'impegno finanziario a carico di FiberCop per questa specifica operazione non dovrebbe superare i 300 milioni di euro, al netto dei contributi pubblici, ma la cifra appare comunque insufficiente a colmare il divario tra i 1,75 milioni di civici "scoperti" e i 477mila che verranno effettivamente collegati.

Questo significa che, nonostante l'intervento straordinario, rimarranno circa 1,27 milioni di abitazioni senza alcuna prospettiva di connessione FTTH nel breve-medio periodo. I civici inclusi nella gara di FiberCop, peraltro, non sono solo quelli rimasti esclusi dalle ultime mappature, ma comprendono anche una quota di circa 1,2 milioni che erano già stati individuati dal PNRR e che, per vari motivi, erano ancora in attesa di un collegamento effettivo.

Le prospettive per le aree scoperte

La situazione fotografa quindi un quadro a macchia di leopardo: da un lato, le aree più densamente popolate e già coperte dagli investimenti di FiberCop e Open Fiber, e dall'altro queste sacche di "deserto digitale" che rischiano di restare tali ancora per molto tempo. Il governo, attraverso il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, aveva lanciato il bando proprio con l'intenzione di chiudere definitivamente il capitolo delle aree grigie, ma l'adesione di un solo operatore e le cifre limitate del piano hanno ridimensionato le ambizioni iniziali.

Per i cittadini che resteranno esclusi, non ci sono al momento soluzioni alternative all'orizzonte: il Fondo Nazionale Connettività era considerato l'ultimo grande intervento pubblico per la fibra FTTH, e il fatto che circa il 72% delle abitazioni target rimanga senza copertura rappresenta un dato strutturale. Resta da capire se e come verranno utilizzate le risorse eventualmente non spese da FiberCop, o se ci saranno ulteriori interventi mirati per quei comuni che, anche dopo questo bando, continueranno a essere tagliati fuori dalla rivoluzione della banda ultralarga.

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