Teatro Sannazaro, il gruppo di Forza Italia annuncia un ordine del giorno per il 24 febbraio
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Redazione Interno
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L’onda lunga della solidarietà per il Teatro Sannazaro, la storica bomboniera di via Chiaia divorata dalle fiamme nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, non accenna a diminuire, anzi si traduce ora in atti politici concreti. Il gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo San Giacomo, nelle persone dei consiglieri Iris Savastano, Salvatore Guangi e Gennaro Demetrio Paipais, ha infatti annunciato la presentazione di un ordine del giorno urgente, la cui discussione è stata calendarizzata per la prossima seduta del Consiglio Comunale in programma il 24 febbraio. L’iniziativa dei tre esponenti azzurri punta a tenere alta l’attenzione dell’amministrazione cittadina non solo sulla necessità di una celere ricostruzione del bene, ma anche e soprattutto sulla situazione dei lavoratori del teatro, rimasti improvvisamente senza una prospettiva occupazionale a seguito del rogo che ha ridotto in cenere il palcoscenico, la platea e la cupola dell’edificio ottocentesco -1 -5.
Un simbolo della cultura napoletana e la mobilitazione del mondo dello spettacolo
“Il Teatro Sannazaro è un simbolo della cultura napoletana, un luogo che appartiene alla storia e all’identità della città”, si legge nella nota diffusa dal gruppo consiliare, a sottolineare come la perdita non sia soltanto materiale ma affondi le radici nel tessuto sociale e artistico del capoluogo campano. Del resto, la mobilitazione del mondo dello spettacolo è stata immediata e trasversale: artisti, attori e personalità della tv si sono stretti attorno alla famiglia di Lara Sansone, proprietaria e direttrice artistica del teatro nonché nipote della grande Luisa Conte, apparsa visibilmente scossa e vestita a lutto nel giorno della visita del ministro della Cultura, Alessandro Giuli -3 -6. Tra le voci che si sono levate per testimoniare vicinanza c’è stata anche quella del conduttore Stefano De Martino, il quale, pur avendo solo cinque anni quando la Conte ci lasciò, ha voluto esprimere il proprio cordoglio, parlando di una ferita che colpisce l’intera città, mentre sullo sfondo, va detto, rimangono le consuete voci di un suo possibile approdo alla conduzione del Festival di Sanremo nel 2027, ipotesi sulla quale però lo stesso showman è stato piuttosto cauto in passato -4 -7.
Il nodo delle cause e la complessità delle operazioni di spegnimento
Mentre la politica e il mondo culturale si mobilitano, resta ancora fitto il mistero su cosa abbia innescato il rogo. I vigili del fuoco del comando provinciale di Napoli, che sono intervenuti con squadre operative, mezzi antincendio e personale specializzato per domare le fiamme e scongiurarne la propagazione ai palazzi limitrofi, hanno fatto sapere che al momento non è possibile formulare alcuna ipotesi certa. “Sono in corso valutazioni tecniche approfondite”, hanno precisato i caschi rossi, spiegando come le operazioni di spegnimento siano state rese particolarmente complesse, lo hanno sottolineato gli stessi inquirenti, “dalla presenza di materiali scenici e strutturali combustibili e dalla configurazione architettonica dell’edificio” -1. La Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti, attende proprio le relazioni tecniche dei periti per capire se si sia trattato di un cortocircuito, come qualche ipotesi iniziale lasciava supporre, o se vi siano altre concause -3 -8.
Il patto istituzionale per la ricostruzione e l’assicurazione di Giuli
Se le cause sono ancora ignote, altrettanto non si può dire per la volontà di ricostruire. Il ministro Giuli, durante la sua visita in Prefettura a Napoli, ha ratificato un vero e proprio patto tra istituzioni, Governo, Regione e Comune, incontrando il prefetto Michele Di Bari e il sindaco Gaetano Manfredi -6. L’incontro, che ha visto la partecipazione di tutte le parti coinvolte, ha sancito l’impegno dello Stato a farsi carico della rinascita del teatro, cercando di replicare, per certi versi, il modello adottato in passato per il Petruzzelli di Bari. “Lo Stato c’è”, ha assicurato Giuli, delineando la necessità di un patto pubblico-privato che possa permettere non solo di restaurare la struttura, ma di farlo in tempi rapidi e senza disperdere il patrimonio umano e professionale che ruotava attorno al Sannazaro -9 -10. Il primo cittadino Manfredi, da parte sua, ha già iniziato a gettare le basi per le soluzioni tampone, offrendo spazi alternativi come il teatro Mediterraneo per garantire continuità alla programmazione e, di conseguenza, un sostegno economico ai lavoratori, in attesa che la futura fondazione, della cui nascita si è discusso con il ministro, possa prendere forma e gestire la complessa fase della ricostruzione materiale del teatro.




