Lo Stato italiano acquisterà il teatro Sannazaro di Napoli, l’annuncio del ministro Giuli dopo l’incontro in prefettura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà il Ministero della Cultura, attraverso un’acquisizione diretta, a farsi carico del futuro dello storico teatro Sannazaro di Napoli, la cui struttura, situata nel cuore di via Chiaia, è stata gravemente danneggiata dall’incendio divampato lo scorso 17 febbraio. L’annuncio, arrivato al termine di un vertice convocato in prefettura, porta la firma del ministro Alessandro Giuli, il quale ha incontrato il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi per fare il punto sulla situazione e, soprattutto, per delineare i passaggi operativi immediati. L’operazione, che vede lo Stato pronto a rilevare la proprietà dell’immobile, si pone un duplice obiettivo: da un lato, gettare le basi per la ricostruzione materiale della sala, e dall’altro, e forse con maggiore urgenza, garantire la continuità della programmazione teatrale, una linfa vitale per la scena culturale partenopea che non può permettersi pause.

Una soluzione abitativa d’eccezione per non interrompere l’attività

Nel corso della riunione, infatti, il ministro Giuli ha voluto sottolineare con forza la necessità di assicurare al pubblico e agli addetti ai lavori la prosecuzione della stagione, evitando quei vuoti di programmazione che, in casi simili, rischiano di disperdere compagnie e professionalità. Ed è proprio in quest’ottica che è stata avanzata una soluzione temporanea di grande rilievo: il Ministero, ha spiegato Giuli, metterà a disposizione dei gestori uno spazio alternativo, individuato all’interno delle prestigiose sale di Palazzo Reale. La scelta di una location simbolica come quella del Palazzo Reale, sede rappresentativa per eccellenza del potere borbonico e oggi importante circuito museale, consentirà agli spettacoli di proseguire senza soluzione di continuità, offrendo al contempo una cornice monumentale forse inedita per le produzioni della compagnia. L’idea, come hanno riferito i partecipanti al tavolo, è quella di non disperdere il patrimonio umano e artistico che ruota attorno al Sannazaro, mantenendo vivo il rapporto con il pubblico in attesa che i locali originari possano tornare a nuova vita.

L’impegno della Regione e il sostegno alla proprietà

Parallelamente all’azione del Mic, che si farà carico dell’acquisto della struttura lesionata, anche la Regione Campania ha voluto mettere in campo risorse concrete per sostenere la rinascita del teatro. Il presidente Fico, al termine del confronto, ha reso noto lo stanziamento di un milione di euro, già inserito nel bilancio regionale del 2026, quale primo contributo economico destinato a questo percorso di recupero. Una mossa, quella della Regione, che intende affiancare l’intervento statale e che dimostra, nelle parole dello stesso Fico, la volontà di restituire alla città un luogo che della storia di Napoli è parte integrante. Dello stesso avviso il sindaco Manfredi, il quale ha voluto ricordare la promessa fatta alla famiglia Sansone, storica proprietaria del teatro, assicurando che le istituzioni avrebbero lavorato in sintonia e con la massima celerità per non disperdere un patrimonio che, come ha tenuto a precisare, appartiene all’intera Italia.

I dettagli operativi dell’acquisizione e la visita del ministro a Pompei

L’incontro in prefettura, che ha visto la partecipazione anche del capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Mic, Luigi La Rocca, e dell’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia, ha quindi sancito un passaggio fondamentale per il teatro di via Chiaia. Giuli, che nella stessa mattinata aveva fatto visita agli scavi di Pompei, ha voluto ribadire come l’acquisizione rappresenti un’azione concreta e immediata: i lavori, ha garantito, partiranno in tempi rapidi per restituire alla città un luogo di cultura e aggregazione. La decisione di procedere con l’acquisto diretto da parte dello Stato, d’altronde, arriva a poche settimane di distanza dalla prima presa di contatto del ministro con la realtà del disastro, quando, all’indomani delle fiamme, lo stesso Giuli aveva raggiunto il teatro assieme al primo cittadino per constatare di persona l’entità dei danni. Un sopralluogo che, a posteriori, si è rivelato prodromico alla decisione radicale presa oggi, la quale pone le fondamenta per una rinascita che si annuncia lunga ma che, almeno sulla carta, potrà contare su basi istituzionali solide e condivise.

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