Il Comune si muove per il Sannazaro, Forza Italia presenta un ordine del giorno: sostegno ai lavoratori e alla ricostruzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà la seduta del Consiglio Comunale del 24 febbraio, in programma ormai per la prossima settimana, il primo banco di prova istituzionale per capire come Palazzo San Giacomo intenda tradurre in atti concreti la vicinanza, finora espressa a parole, al Teatro Sannazaro e a tutti coloro che, tra dipendenti e artisti, da quel palcoscenico ormai ridotto in cenere traevano sostentamento. Il gruppo consiliare di Forza Italia, attraverso i consiglieri Iris Savastano, Salvatore Guangi e Gennaro Demetrio Paipais, ha infatti annunciato la presentazione di un ordine del giorno urgente dedicato proprio al futuro della struttura e alla tutela del suo personale, duramente colpiti dal rogo che nei giorni scorsi ha devastato la storica bomboniera di via Chiaia. Un'iniziativa, questa, che mira a sollecitare l'aula a prendere una posizione chiara e a impegnare l'amministrazione in un percorso di affiancamento alla proprietà, rappresentata da Lara Sansone e Salvatore Vanorio, e alle famiglie dei lavoratori che ora si trovano, loro malgrado, con la propria professione e la propria quotidianità sospese nel vuoto.

Il dolore della città e la macchina delle promesse dopo il rogo di via Chiaia

L'incendio, divampato nelle prime ore del mattino di qualche giorno fa, ha letteralmente divorato il teatro, un gioiello architettonico inaugurato nel lontano 1874 e da sempre considerato uno scrigno della cultura partenopea più autentica -1. Le fiamme, partite probabilmente da un cortocircuito anche se la Procura ha aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti per accertare l'esatta dinamica, hanno provocato il collasso della cupola in legno che è precipitata sulla platea, riducendo l'interno a un cratere di macerie e lamiere contorte -5. Un boato, raccontano i residenti, e poi il propagarsi rapidissimo del fuoco che ha intaccato anche gli edifici limitrofi, costringendo allo sgombero decine di famiglie e lasciando un segno indelebile nel cuore del quartiere Chiaia.

Sul posto, quasi in contemporanea con l'arrivo dei vigili del fuoco, è calato un velo di sconforto che ha travolto non solo i proprietari, visibilmente distrutti, ma anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, giunto a Napoli per un sopralluogo immediato. "Una tragedia culturale", l'ha definita il titolare del dicastero, abbracciando la Sansone e promettendo, a nome del governo guidato da Giorgia Meloni, il massimo sforzo per il restauro e l'avvio di un percorso di rinascita che riporti il teatro ai suoi antichi splendori -1-2. Una promessa, quella del ministro, che riecheggia il "tornerà più bello di prima" sentito in altre occasioni di analoga devastazione, ma che si scontra al momento con la cruda realtà di un cumulo di rovine e con una prima, impressionante stima dei danni che gli esperti quantificherebbero in una cifra compresa tra i sessanta e i settanta milioni di euro -4.

La mobilitazione degli artisti e l'incognita lavoratori

Parallelamente all'impegno istituzionale, che vede anche la Regione Campania con il presidente Roberto Fico pronta a stanziare un primo milione di euro, si è mossa l'intera compagine del mondo dello spettacolo -1. Scrittori e attori, da Maurizio De Giovanni a Marisa Laurito, da Vincenzo Salemme a Sergio Rubini, si sono detti disponibili a organizzare maratone teatrali e raccolte fondi, proponendo di utilizzare altri palcoscenici cittadini per devolvere l'incasso alla ricostruzione -4-8. Un'ondata di solidarietà che testimonia quanto il Sannazaro non fosse solo un edificio, ma un crocevia di memorie artistiche e umane: lì si esibirono Eduardo Scarpetta e i fratelli De Filippo, lì Luisa Conte, la nonna dell'attuale proprietaria, costruì per decenni un repertorio popolarissimo che ha fatto la storia del teatro napoletano -3.

Eppure, al di là degli slanci emotivi e delle dichiarazioni a caldo, resta il nodo spinoso di chi al Sannazaro ci lavorava stabilmente. Attori, tecnici, maschere, personale amministrativo: un'indotto di professionisti che ora si ritrova con la stagione teatrale interrotta e gli incassi svaniti nel fumo. È a loro, in particolare, che si rivolge l'iniziativa dei consiglieri di Forza Italia, nel tentativo di evitare che la macchina della solidarietà si fermi alla sola ricostruzione muraria e dimentichi, invece, l'aspetto sociale e lavorativo della vicenda. Un ordine del giorno, quello che verrà discusso il 24 febbraio, che chiederà probabilmente al Comune di farsi parte attiva per garantire ammortizzatori sociali o forme di sostegno economico immediate, in attesa che il cantiere della rinascita possa davvero partire e restituire alla città non solo un involucro, ma un luogo vivo di produzione culturale e di impiego.

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