Il rogo del Sannazaro, una ferita nel cuore teatrale di Napoli
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Redazione Interno
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Quella che doveva essere una notte qualunque nel quartiere Chiaia si è trasformata all’alba in un incubo, con le fiamme che hanno divorato il teatro Sannazaro, la cosiddetta Bomboniera di via Chiaia, lasciando dietro di sé solo macerie e una città intera nello sgomento -1. Non è andato in fumo un semplice edificio, bensì uno scrigno di memoria collettiva, un luogo che dal lontano 1847, anno della sua inaugurazione su progetto di Fausto Niccolini, ha rappresentato per Napoli molto più di un palcoscenico -2-4. Tra quelle mura, ricche di stucchi e ornamenti, hanno respirato l’arte Eleonora Duse e, in tempi più recenti, Eduardo Scarpetta vi chiuse volontariamente la carriera con O miedeco d' 'e pazze -2-4.
Le operazioni di spegnimento, condotte dai vigili del fuoco per ore, hanno fatto emergere un quadro desolante, descritto con lucidità dal comandante provinciale Giuseppe Paduano, il quale ha parlato di una struttura completamente compromessa dal palcoscenico al foyer, passando per i palchi e la platea -1-8. Due pompieri sono rimasti lievemente feriti a causa del crollo di un palchetto mentre quattro persone, queste le prime informazioni, hanno riportato sintomi da inalazione di fumo -1. Le cause del rogo, al momento, restano avvolte nel mistero e al vaglio della procura, sebbene l’ipotesi iniziale, suffragata dalle parole del sindaco Gaetano Manfredi, propenda per l’origine accidentale del disastro -5-8-10.
Una città che si stringe attorno alla sua storia
La risposta del mondo della cultura, e non solo, non si è fatta attendere. A mobilitarsi per primo è stato lo scrittore Maurizio De Giovanni, il quale, attraverso i canali del Premio Napoli, ha lanciato un appello per una raccolta fondi da destinare alla ricostruzione, proponendo una serie di rappresentazioni in altri teatri cittadini il cui ricavato sia interamente devoluto a questo scopo. Un'iniziativa concreta, questa, a cui hanno subito aderito volti noti del panorama artistico nazionale, da Marisa Laurito, che ha parlato di "ferita al cuore culturale di Napoli", a Vincenzo Salemme, per il quale la perdita assume i contorni di un dolore amplificato dalla gioia che quel luogo ha saputo regalare a migliaia di spettatori.
L’amarezza di chi quel palco lo ha calcato
Tra la cenere e la desolazione, si levano le voci commosse di chi ha vissuto il Sannazaro non solo come spettatore, ma come una seconda casa. Sergio Rubini, che vi ha girato scene del suo film *I fratelli De Filippo*, ha paragonato la sciagura all’incendio del Petruzzelli di Bari, sottolineando come, nonostante la speranza nella ricostruzione, resti la consapevolezza di una perdita irreparabile per il tessuto storico della città. Sulla stessa lunghezza d’onda si pongono Lina Sastri e Isa Danieli, con quest’ultima che ha evocato il rischio concreto di vedere andare in fumo, insieme alle strutture, le emozioni e i sacrifici di un’intera esistenza dedicata alla scena. Gino Rivieccio, commosso, ha ricordato i suoi esordi nel ’79 su quelle tavole, mentre Leopoldo Mastelloni ha definito l’edificio un "monumento nazionale architettonico e artistico" andato distrutto.
Il dolore dei gestori e le prime stime dei danni
La scena più struggente è però quella che ha per protagonista Lara Sansone, nipote della leggendaria Luisa Conte e attuale proprietaria del teatro insieme al marito Salvatore Vanorio, la quale, giunta sul posto, non ha potuto trattenere le lacrime davanti allo spettacolo di devastazione. "Per me è come un lutto", ha dichiarato la donna, erede di una dinastia che con Nino Veglia e la stessa Conte aveva ridato vita alla sala nel 1971, trasformandola nuovamente nel salotto buono di Napoli. Le prime perizie parlano di danni ingentissimi, una stima che oscilla tra i 60 e i 70 milioni di euro, considerando che la struttura è andata quasi interamente distrutta. Oltre al teatro, l'incendio ha danneggiato diversi appartamenti adiacenti, costringendo allo sfollamento una sessantina di persone.
Mentre la procura ha aperto un fascicolo per incendio colposo, la macchina della solidarietà si è messa in moto a tutti i livelli -10. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha promesso l’impegno del governo per restituire alla città il teatro, recandosi personalmente sul posto nei giorni successivi -6-10. Dal canto suo, il sindaco Manfredi ha incontrato la proprietaria, assicurandole che non sarà lasciata sola in questa battaglia, e ha garantito il massimo sostegno istituzionale per sanare quella che ha definito "una ferita profonda per la storia e la cultura di Napoli" -5-8. Nell’immediato, si pensa già a come salvare la stagione teatrale in corso, con proposte concrete arrivate da Francesco Di Leva, che ha offerto il palco del suo teatro Nest per ospitare gli spettacoli, e dal Politeama, fattosi avanti per garantire continuità alla programmazione -7.




