La musica dopo il rogo del Sannazaro, la Scarlatti riparte dal Conservatorio con il Trio Kobalt

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le macerie sono ancora calde, il fuoco ha divorato palcoscenico e platea, eppure la musica a Napoli rifiuta di arrendersi. A una settimana esatta dal rogo che all'alba del 17 febbraio ha distrutto il Teatro Sannazaro, storica bomboniera del quartiere Chiaia, l'Associazione Alessandro Scarlatti, che proprio in quel teatro aveva la sua casa e la sua stagione, ha trovato una nuova, temporanea dimora. È il Conservatorio di San Pietro a Maiella, istituzione che ne ha accolto la programmazione, a ospitare il prosieguo delle attività concertistiche: un gesto che il direttore Gaetano Panariello definisce senza mezzi termini un "dovere istituzionale" prima ancora che un atto di solidarietà, un modo concreto per tutelare l'arte in un momento di emergenza e per non disperdere il patrimonio culturale cittadino. La ripresa avverrà giovedì 26 febbraio, nella Sala Scarlatti del Conservatorio, con un concerto del Trio Kobalt che porterà in scena un programma di musiche di Haydn, Rachmaninov e Šostakovič.

Le indagini e i tempi della perizia

Mentre la vita culturale cerca di trovare un nuovo assetto, restano sul tavolo della Procura di Napoli i nodi irrisolti legati alle cause di quell'incendio che ha cancellato un pezzo di storia teatrale della città. I pm Mario Canale e Antonio Ricci, rispettivamente sostituto e procuratore aggiunto della VI sezione, hanno disposto una perizia che possa fare luce sulla dinamica e sull'origine delle fiamme. L'accertamento tecnico, come specificato dagli inquirenti, non potrà però prendere il via immediatamente: si dovrà attendere la completa messa in sicurezza dell'area, ancora disseminata di detriti e con parti della struttura pericolanti. L'ipotesi al momento vagliata è quella del reato di incendio colposo, anche se non si esclude alcuna pista, da un cortocircuito - il teatro ogni sera staccava la corrente, fanno sapere i gestori - a una causa accidentale partita dall'esterno. Due i vigili del fuoco rimasti feriti, in modo non grave, durante le operazioni di spegnimento: un dettaglio, questo, che aggiunge drammaticità a una vicenda già di per sé complessa.

Il rientro dell'allarme ambientale a Chiaia

Parallelamente all'inchiesta giudiziaria, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ha dovuto gestire l'emergenza legata alla vivibilità del quartiere Chiaia. Nelle ore immediatamente successive all'incendio, la nube tossica sprigionatasi dalla combustione dei materiali del teatro - molti dei quali antichi e pregiati - aveva sollevato non poche preoccupazioni tra i residenti. Al punto che il primo cittadino si era visto costretto a firmare un'ordinanza contingibile e urgente per tutelare la salute pubblica, imponendo misure precauzionali nella zona rossa delimitata attorno al teatro. A distanza di qualche giorno, i monitoraggi sulla qualità dell'aria hanno dato esiti confortanti: i valori, tornati nella norma, hanno permesso a Manfredi di revocare il provvedimento. Un segnale importante per i commercianti e gli abitanti della zona, che temevano ricadute a lungo termine sulla salubrità dell'area.

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