Il rogo del teatro Sannazaro, Manfredi: “Una ferita profonda per Napoli”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alba di oggi, a via Chiaia, nel cuore pulsante della Napoli più elegante e vissuta, è stata squarciata da un boato e da un fumo denso e nero, presto visibile da diversi quartieri della città. Un incendio di vaste proporzioni, le cui fiamme si sono alzate minacciose per ore, ha divorato il teatro Sannazaro, riducendo in cenere la sua storica cupola e gran parte degli interni. Le squadre dei vigili del fuoco, intervenute con diverse autobotti sin dalle prime luci dell’alba, hanno lavorato ininterrottamente per domare il rogo, riuscendo a spegnerlo soltanto intorno alle nove. Sul posto, oltre ai soccorritori, è giunto il sindaco Gaetano Manfredi, visibilmente scosso, per constatare di persona l’entità di una catastrofe che non ha risparmiato uno dei gioielli culturali della città. Le cause del sinistro, al momento, restano avvolte nel mistero, sebbene i primi rilievi tecnici indirizzino le ipotesi verso un possibile cortocircuito, un’origine accidentale che poco lenisce il dolore per la perdita subita.

La “bomboniera” ridotta in macerie e lo sfollamento dei residenti

Il soprannome di “bomboniera di via Chiaia” non rendeva giustizia solo alle sue dimensioni contenute, quelle di una sala con quattro ordini di palchi, ma anche alla ricchezza degli ori e degli stucchi che ne decoravano gli interni, andati quasi interamente distrutti. L’incendio, divampato all’interno dello stabile che ospita il teatro, ha rapidamente avvolto la struttura, danneggiando gravemente anche gli appartamenti condominiali adiacenti. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Paduano, ha confermato che la situazione è ormai sotto controllo dal punto di vista delle fiamme, ma ha dovuto disporre lo sgombero cautelativo di ventidue appartamenti, alcuni dei quali, come emerso dai primi accertamenti, non erano al momento abitati, mentre altri risultano inagibili. La nube di fumo, densa e acre, ha reso l’aria irrespirabile nell’intero quartiere per diverse ore, provocando alcuni casi di intossicazione tra i residenti che sono stati prontamente soccorsi e trasportati in ospedale per accertamenti.

La storia di un palcoscenico leggendario e le lacrime della nipote di Luisa Conte

Inaugurato nel lontano 1847 per volere del duca di Marigliano, il teatro Sannazaro ha attraversato quasi centottant’anni di storia, diventando un punto di riferimento imprescindibile per la scena teatrale partenopea e nazionale. Sul suo palcoscenico, illuminato per la prima volta con la luce elettrica nel 1888 durante una rappresentazione di Eduardo Scarpetta, si sono alternati mostri sacri come Eleonora Duse ed Ermete Novelli. Fu poi la grande Luisa Conte, insieme al marito Nino Veglia, a rilevarlo negli anni Sessanta, strappandolo a un periodo di declino che lo aveva trasformato in un cinema di dubbia fama, e a restituirgli lo splendore di un tempo. Da allora, la gestione è rimasta saldamente nelle mani della famiglia, passando prima alla figlia Brigida e al genero Mario Sansone, e oggi alla nipote Lara Sansone, che ne ha ereditato la passione e la direzione artistica. Proprio Lara Sansone, giunta sul luogo della tragedia, è apparsa distrutta, lasciandosi andare a un pianto inconsolabile di fronte a ciò che resta di un’eredità familiare e artistica immensa, un patrimonio di memorie e di commedie che andava da “La santarella” ai successi più recenti del “Café Chantant”.

La promessa di Manfredi e la solidarietà delle istituzioni

“È veramente un grande dolore”, ha dichiarato il sindaco Manfredi con voce ferma ma segnata dall’emozione, abbracciando idealmente la direttrice e tutta la sua famiglia. “Perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la città”. Un concetto ribadito più volte, quasi a voler sottolineare come la ferita non sia soltanto materiale, ma anche identitaria, colpendo il cuore pulsante di una tradizione culturale che a Napoli ha sempre rappresentato un collante sociale fortissimo. Il primo cittadino ha poi garantito l’impegno dell’amministrazione comunale e ha riferito dei contatti immediatamente avviati con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per assicurare che il teatro possa rinascere. “Noi faremo di tutto”, ha assicurato Manfredi, “per far sì che il Sannazaro possa essere restituito a Napoli e tornare ad avere la funzione che ha avuto in tutti questi anni, sostenendo la famiglia Sansone che non deve sentirsi sola”. Una promessa di ricostruzione, quella del sindaco, che si pone come un primo, necessario argine allo sconforto e alla disperazione per un patrimonio culturale andato in fumo.

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