Un appello dal Petruzzelli per il Sannazaro: “Una parte dei ricavi di Sanremo per la ricostruzione”
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Redazione Interno
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Il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli di Bari, Nazzareno Carusi, ha lanciato una proposta chiara e diretta al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e al sottosegretario Gianmarco Mazzi: destinare una piccola parte dei proventi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Teatro Sannazaro di Napoli, la “bomboniera” di via Chiaia gravemente danneggiata da un incendio nelle scorse ore. L’appello, diffuso attraverso i canali social della Fondazione, nasce dalla volontà di trovare risorse immediate e simboliche per restituire alla città un luogo che non è solo un contenitore culturale, ma un pezzo di storia dello spettacolo italiano. Carusi, che ha definito la sua richiesta come un gesto dovuto verso “un simbolo nazionale”, punta a coinvolgere l’esecutivo in un’operazione concreta che leghi l’evento musicale più seguito del paese a una ferita ancora aperta del patrimonio teatrale.
Il rogo, divampato nella notte, ha distrutto la cupola storica e reso inagibile l’intera struttura, cancellando di fatto una stagione già interamente sold out. Il teatro, inaugurato nel lontano 1875, rappresenta un crocevia fondamentale della tradizione scenica partenopea: sui suoi palchi hanno calcato le scene artisti del calibro di Sarah Bernhardt, Eleonora Duse ed Eduardo Scarpetta, rendendolo un archivio vivente della memoria artistica cittadina. Le fiamme non hanno risparmiato gli arredi e gran parte della platea, lasciando i proprietari, Lara Sansone e Salvatore Vanorio, di fronte a una devastazione che ha dello sconcertante. La stessa Sansone, volto noto al pubblico televisivo per il ruolo di Bice Cerruti nella fiction Un posto al sole, è stata immortalata in lacrime all’esterno del teatro, stringendosi in un abbraccio commosso con il ministro Giuli, accorso sul posto per un sopralluogo insieme al sindaco Gaetano Manfredi e all’assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia.
La visita del ministro ha rappresentato il primo, concreto segnale di attenzione istituzionale verso una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica napoletana e non solo. Giuli, incontrando i proprietari e i rappresentanti locali, ha potuto constatare di persona l’entità del disastro, che priva il quartiere di Chiaia e l’intera città di un presidio culturale tra i più antichi e vitali. Lara Sansone, che del Sannazaro ha ereditato la gestione dalla nonna, la storica attrice Luisa Conte, ha raccolto l’eredità familiare con dedizione, trasformando il teatro in un punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea senza mai dimenticare le radici della scena classica napoletana. Oggi, con il marito Sasà Vanorio, si trova a dover fare i conti con una montagna di macerie, ma anche con una mobilitazione spontanea che sta già coinvolgendo artisti e intellettuali.
L’idea di agganciare il finanziamento della rinascita ai ricavi della kermesse sanremese, avanzata da Carusi, assume così un valore che va oltre la mera raccolta fondi: rappresenterebbe un riconoscimento esplicito del ruolo centrale che il teatro leggero e la canzone popolare hanno avuto nella costruzione dell’identità culturale del Mezzogiorno. Il sovrintendente del Petruzzelli, figura di primo piano nel panorama musicale italiano e con un passato da pianista e consigliere della Scala, ha voluto sottolineare come il Sannazaro non sia solo un gioiello architettonico, ma un motore economico e sociale per l’intero territorio. La sua distruzione, pertanto, impone una reazione che non si limiti alla semplice solidarietà, ma che si traduca in atti amministrativi e finanziari precisi, sfruttando anche la visibilità di eventi mediatici di grande richiamo come il Festival ospitato al Teatro Ariston.
La storia di una dinastia teatrale spezzata dalle fiamme
Dietro le macerie del Sannazaro c’è una storia familiare lunga quasi due secoli, fatta di passione e sacrificio. Lara Sansone, 48 anni, rappresenta la terza generazione di una dinastia che ha fatto della scena la propria ragione di vita: sua nonna, Luisa Conte, fu una delle attrici più amate da Eduardo De Filippo, e dal suo esempio la nipote ha imparato l’arte di resistere. Quando la nonna morì, nel 1994, Lara era una ragazza che studiava a Londra, ma non esitò a tornare per aiutare la madre Brigida Veglia a tenere in piedi un’impresa che molti davano per spacciata. Giorno dopo giorno, con il supporto del marito, è riuscita non solo a mantenere vivo il teatro, ma a rilanciarlo, proponendo una programmazione che spaziava dal classico Café Chantant alle commedie moderne, sempre con un occhio attento alla qualità e alla tradizione.
Il valore affettivo e simbolico di quel luogo è emerso con forza nelle ore successive all’incendio, quando l’attore della compagnia stabile, Lucio Pierri, ha raccontato ai cronisti la determinazione dei proprietari nel voler ripartire subito. Nonostante lo scoramento iniziale, Lara e Sasà hanno già annunciato l’intenzione di ricostruire, consapevoli che il Sannazaro non è solo un edificio, ma un patrimonio collettivo. La loro forza d’animo ha colpito il ministro Giuli, che durante la visita ha ascoltato le loro richieste e le loro paure, raccogliendo quell’appello disperato rivolto alle istituzioni: “Non ci abbandonate”. Una richiesta semplice, ma carica di significato, che ora dovrà tradursi in provvedimenti concreti da parte del governo, chiamato a rispondere con la stessa tempestività mostrata nel sopralluogo.
La mobilitazione del mondo della cultura e la risposta politica
Mentre il sottosegretario Mazzi effettuava un sopralluogo tecnico per monitorare i danni e valutare le misure di messa in sicurezza, il mondo della cultura si è già messo in moto per sostenere la causa. Scrittori e attori, tra cui Maurizio De Giovanni, presidente del Premio Napoli, hanno lanciato proposte alternative e complementari a quella di Carusi, ipotizzando una serie di rappresentazioni negli altri teatri della città il cui ricavato possa essere interamente devoluto alla ricostruzione. L’idea, caldeggiata da De Giovanni, è quella di creare una rete solidale tra le diverse realtà culturali partenopee, trasformando una tragedia in un’occasione di coesione e di rilancio collettivo.
La presenza del ministro e del sottosegretario a Napoli, a poche ore dal disastro, testimonia l’attenzione che il dicastero intende riservare alla vicenda, anche se ora si attendono atti concreti. La strada indicata da Carusi, quella di attingere ai fondi di Sanremo, rappresenta una delle ipotesi sul tavolo, certamente la più innovativa e capace di coniugare l’alto profilo artistico del teatro con la popolarità della musica leggera. La decisione, in ogni caso, spetta ora alla politica, chiamata a scegliere se e come intervenire per restituire a Napoli uno dei suoi gioielli più preziosi, offuscato, per ora, solo dal fumo e dalla cenere di un incendio che ha lasciato tutti senza parole.




