Il Sei Nazioni si accende all'Olimpico, l'Italia cerca la storica prima volta contro un’Inghilterra rimaneggiata
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Redazione Sport
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C’è un appuntamento con la storia, sabato alle 17.40 allo Stadio Olimpico di Roma, e l’Italia del rugby, forte del sostegno di oltre settantamila spettatori, non intende presentarsi solo per onorare la tradizione. Gli Azzurri, reduci da un percorso altalenante in questo Sei Nazioni 2026 che li ha visti imporsi all’esordio sulla Scozia per poi raccogliere due sconfitte, seppur onorevoli, in Irlanda e contro la Francia, si giocano la seconda uscita casalinga. Di fronte trovano l’Inghilterra, un avversario mai domato in trentadue precedenti, eppure mai così vulnerabile come in questa edizione del torneo. La squadra di Steve Borthwick, che condivide con l’Italia i cinque punti in classifica – frutto di una sola vittoria e due k.o. pesanti rimediati contro Scozia e Irlanda – arriva all’Olimpico con l’acqua alla gola e una formazione che porta i segni della disperazione. Nove i cambi operati dal commissario tecnico inglese rispetto all’ultimo disastroso incontro, un azzeramento quasi totale del pacchetto di trequarti che testimonia la volontà di scuotere un ambiente abituato a vincere e ora costretto a fare i conti con una crisi d’identità.
Michele Lamaro, capitano e anima della mischia azzurra, alla vigilia non parla di imprese impossibili ma di un percorso necessario, paragonando la crescita italiana a quella recente dell’Argentina, capace di abbattere i mostri sacri dell’emisfero sud. La sua, e quella del tecnico Gonzalo Quesada, è una sfida che si gioca sulla capacità di essere cinici, di trasformare la pressione in punti, un aspetto che in passato è spesso mancato a questa squadra. Le parole dell’ex capitano Marco Bortolami, ora osservatore privilegiato, rincuorano l’ambiente: l’Inghilterra è sotto pressione, e quando grandi squadre iniziano a vacillare, l’Italia ha dimostrato di saperle mettere alle corde, come accaduto con Sudafrica e Australia nei recenti test autunnali. La chiave, però, sarà la continuità per tutti gli ottanta minuti, quella "ruthlessness" che permette di non lasciare scampo agli avversari nei momenti decisivi.
Le scelte di Quesada e il ritorno dei fratelli d’Italia
Gonzalo Quesada, per l’occasione, ha deciso di affidarsi a certezze e a uomini di esperienza, riproponendo in campo quella formula che aveva funzionato contro la Scozia. La novità più rilevante, rispetto alle uscite con Irlanda e Francia, è il ritorno di Juan Ignacio Brex al centro, elemento fondamentale per la tenuta difensiva e la gestione della manovra, che riprende il suo posto accanto a Tommaso Menoncello. Il tecnico argentino rilancia inoltre le coppie di fratelli in campo: in mediana agiranno i Garbisi, con Paolo all’apertura e Alessandro, preferito ad Alessandro Fusco, al ruolo di mediano di mischia, mentre in terza linea e seconda linea i fratelli Cannone, Lorenzo e Niccolò, garantiranno fisicità e intesa. Una formazione che parla chiaro: l’Italia vuole giocarsela a viso aperto, senza timori reverenziali, forte di un pacchetto di mischia che ha retto l’urto con avversari ben più quotati.
Dall’altra parte, la selezione di Borthwick è un azzardo calcolato. La scommessa di lanciare Fin Smith dal primo minuto al posto di George Ford, e di rivoluzionare la linea arretrata con Seb Atkinson al centro e Tommy Freeman spostato all’ala, è il sintomo di una squadra che cerca soluzioni disperate. Ben Spencer guiderà la mischia, mentre in terza linea Ben Earl, alla cinquantesima presenza, cercherà di fare da collante tra un pack di mischia che deve ritrovare la propria supremazia e dei trequarti assemblati in fretta e furia. È un’Inghilterra ferita nell’orgoglio, quella che scenderà all’Olimpico, e come spesso accade in questi casi, la reazione può essere più pericolosa di una prestazione tranquilla.
La copertura televisiva e l’atmosfera nello stadio capitolino
L’attesa per l’evento è tale che la Federugby prevede il tutto esaurito, con i 70.634 posti dell’Olimpico che dovrebbero riempirsi per creare quel calderone di entusiasmo già visto e apprezzato contro la Scozia. Un fattore, quello del pubblico, che i giocatori italiani indicano come un’arma in più, un’energia che può fare la differenza nei momenti di massima tensione. Per chi non riuscirà a essere presente, la partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, oltre che in streaming sulle piattaforme Now e Sky Go, consentendo a tutto il movimento rugbistico italiano di stringersi intorno alla nazionale. Il calcio d’inizio è fissato per le 17.40, al termine di Scozia-Francia, in una giornata che si preannuncia decisiva per gli equilibri del torneo. La quarta giornata si era aperta venerdì sera con il match dell’Aviva Stadium tra Irlanda e Galles, un altro tassello di un fine settimana che promette spettacolo e colpi di scena.




